giovedì 8 Dicembre 2022
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Confronto sulla sanità, tanti delegati, pochi candidati presidente. Mangialardi e Casini disertano

Il Partito Democratico ha lasciato da solo Paolo D'Erasmo. Tutti d'accordo nel no all'ospedale di Pagliare
francesca piunti

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Più delegati che candidati presidente. Al confronto sulla sanità organizzato in piazza Giorgini dal comitato Salviamo il Madonna del Soccorso si contano soprattutto le defezioni. Non c’è Gian Mario Mercorelli dei Cinque Stelle e, a sorpresa, non si presenta nemmeno Maurizio Mangialardi per il centrosinistra. Se l’esponente del Movimento viene sostituito dal consigliere regionale uscente (e ricandidato) Peppe Giorgini, nel Pd non passa inosservata l’assenza dell’attuale vicepresidente Anna Casini, con la sedia sul palco che viene occupata da Paolo D’Erasmo.

Rispondono al contrario all’appello Francesco Acquaroli del centrodestra e Roberto Mancini di Dipende da Noi, mentre Fabio Pasquinelli del Partito Comunista lascia spazio a Jacopo Giordani.

Tra mille differenze, sottolineate e rivendicate, i cinque trovano tuttavia un punto d’accordo su un chiaro aspetto: tutti archiviano l’idea di un nuovo ospedale a Spinetoli. Nel caso di Acquaroli, addirittura, i nosocomi presi in considerazione sono solo due. “Non è prevista in alcuna maniera la realizzazione dell’ospedale a Pagliare”, afferma l’esponente di Fratelli d’Italia. “Intervenire con strutture nuove non è la priorità. Pagliare non è praticabile, bisogna piuttosto potenziare le strutture esistenti meglio radicate sul territorio. La sanità per essere eccellente deve essere raggiungibile. Avere due presidi importanti su due realtà è una scelta migliore rispetto all’idea di accentrare tutto in un luogo terzo. Prima bisogna agire sull’esistente, investire sul personale e sistemare le strutture”.

D’Erasmo, chiamato a giustificare le scelte della giunta Ceriscioli, accantona Spinetoli e apre ad una struttura in riviera. “La nostra sanità pubblica ha retto bene, ma il covid ci spinge ad una riflessione nuova. Vanno potenziati il Madonna del Soccorso e il Mazzoni e con i soldi del Mes c’è la grande opportunità di un ospedale nuovo sulla costa”. Per poi precisare: “La nostra sanità non è disastrata, è sbagliato continuare  adirlo. Lo ribadisco con forza. Serve unità, se andiamo divisi siamo più deboli rispetto ad altre province. Al Madonna del Soccorso sono stati effettuati lavori per 5 milioni, la Regione ha dato un segnale importante. Dall’Europa stanno arrivando ingenti risorse e dobbiamo ragionare sulle opportunità”.

Giordani, Mancini e Giorgini, dal canto loro, trovano l’intesa nel bocciare la pratica del project financing:  “La finanza di progetto non deve essere utilizzata, va totalmente a favore del privato con rischi assurdi da parte del pubblico”, osserva il candidato comunista. “L’ospedale a Pagliare non serve, vanno potenziati quelli già esistenti. Servono due ospedali potenziati. La sanità di prossimità è fondamentale”. Gli fa eco Mancini: “Chi fa il presidente non deve trattare con aziende private. Il progetto di Pagliare è astratto e fuori luogo, è il caso di archiviarlo. La soluzione c’è e viene dal basso, dalla mobilitazione dei cittadini, dovranno farsi sentire”.

Durissima, infine, la presa di posizione del grillino: “Se l’ospedale nuovo si farà, si dovrà costruire sulla costa, a San Benedetto o al confine con Monteprandone. Faremo una guerra politica su questa storia, l’abbiamo già iniziata. Se l’ospedale lo faranno a Spinetoli, Ascoli non chiuderà. A noi ci basta un ospedale di 250 posti a San Benedetto, perché farne uno a 9 chilometri dal Mazzoni che non chiuderà mai?”.

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