Centro Agroalimentare, Urbinati scrive al Cda: “Nessuna delibera regionale indica la volontà di recesso”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “No alla liquidazione delle quote della Regione Marche nel Centro agroalimentare Piceno”. Il capogruppo regionale di Italia Viva, Fabio Urbinati, torna a sottolineare la sua ferma contrarietà all’uscita di Palazzo Raffaello dalla compagine societaria della struttura. “Dopo anni in perdita il bilancio del Caap – dice – sembra tornato di nuovo in utile. Un segnale importante, che da una parte tutela il capitale sociale di oltre 6 milioni di euro, quasi totalmente pubblico, e dall’altra conferma quanto da me sostenuto in questi anni, ponendo le basi per un rilancio della struttura a sostegno di tutto il settore agroalimentare che in particolare nel Piceno si configura come un vero pilastro per le attività economiche”. In occasione dell’Assemblea dei soci del Caap con all’ordine del giorno la discussione delle richieste di liquidazione delle quote avanzate dalla Regione e dalle province di Fermo e Ascoli Piceno, Urbinati ha inviato una lettera a soci e Cda per evidenziare quanto emerso attraverso lo studio dei documenti forniti dalla Giunta regionale. “Circa un anno fa – scrive l’esponente di Italia Viva – dall’analisi della documentazione riguardante il Caap di San Benedetto, inviatami dalla Regione dopo una mia richiesta di accesso agli atti, non sono risultate delibere che indicassero la volontà di recesso delle quote sociali della stessa Regione Marche”. A conferma di ciò “non risulta nessun riferimento – prosegue la missiva – al recesso delle quote sociali sui bilanci consolidati, e sui bilanci di previsione dal 2015, ad oggi approvati dal Consiglio Regionale. Si evidenzia, invece, che nella seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche n. 149 del 29 dicembre 2019 è stato approvato un ordine del giorno, votato a maggioranza, nel quale si impegna la Giunta regionale a porre in essere ogni iniziativa per avviare un confronto con il Consiglio di Amministrazione e l’Assemblea dei Soci del Caap Spa per un’auspicabile soluzione condivisa, diversa dal recesso delle quote”.


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