Caso “Bella Ciao”, parlano i bersaglieri: “Ci siamo opposti ma non eravamo gli unici. Il Comune? Era d’accordo”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ad opporsi all’esecuzione di Bella Ciao è stata, tra gli altri, l’associazione dei Bersaglieri. A confermarlo è il presidente dell’associazione locale Antonio Caporaletti, che conferma le parole del presidente Anpi Antonio Bruni, il quale aveva parlato di “realtà cittadine contrarie alla riproposizione del brano” in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.

“Non mi si venga a dire che non è un canto associabile al Partito Comunista”, dice Caporaletti. “Ha avuto sempre quella connotazione. La stessa banda raccontava di aver ricevuto critiche dopo averlo eseguito. A liberare l’Italia non furono solo i comunisti, ma pure gli ex repubblichini, ad esempio”.

Caporaletti riferisce di una riunione indetta dal Comune nelle settimane scorse per buttare giù il programma della cerimonia. Un appuntamento mai svolto in passato e frutto delle roventi polemiche degli anni precedenti. Per il Comune presenziò il capo di gabinetto Luigi Cava. “Anche lui era d’accordo con noi. E tra i presenti non eravamo gli unici ad essere contrari”.