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Bolkestein, Fede: “Ennesimo tradimento del governo Meloni. I concessionari avrebbero meritato la verità”

Il deputato: "Quando dalla propaganda spicciola si passa ai fatti, ecco che si sostanzia un tradimento bello e buono, che fa seguito a quello sulle trivellazioni, le accise, il blocco navale"
Pubblicato il 2 Febbraio 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. “Sulla Bolkestein c’è stato l’ennesimo tradimento del governo Meloni”. Ne è convinto Giorgio Fede, che critica le “incredibili giravolte” effettuate dall’esecutivo sul tema delle concessioni di spiaggia.

“Giorgia Meloni si è accaparrata decine di migliaia di voti degli operatori del settore, abilmente persuasi che questo governo avrebbe praticamente regalato loro le aree demaniali”, osserva il deputato dei Cinque Stelle. “Che importa se il Consiglio di Stato ci ha detto chiaramente che bisogna farla finita con le proroghe e che bisogna ricorrere alle aste per la gestione delle spiagge. Super Giorgia ha fatto credere a tutti di poterci passare sopra ergendosi a eroina di una categoria a cui per fin troppo tempo sono state raccontate bugie. E infatti, quando dalla propaganda spicciola si passa ai fatti, ecco che si sostanzia un tradimento bello e buono, che fa seguito a quello sulle trivellazioni, le accise, il blocco navale”.

Fede ricorda come il centrodestra abbia sempre affermato di voler e poter prorogare ancora le concessioni demaniali, “in barba alle sentenze europee e del Consiglio di Stato”, mentre adesso che si sta lavorando proprio al decreto per realizzare tale promessa, cioè il Milleproroghe, “il Governo non ha inserito un bel nulla sul tema”.

“La giravolta sulla Bolkestein è una piroetta storica, se si pensa che alla direttiva è stata data attuazione in Italia mediante il decreto legislativo 26 marzo 2010, numero 59, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 94 del 23 aprile 2010 ed al governo c’era proprio Giorgia Meloni, giovane ministro del Governo Berlusconi”. Noi, al contrario, consci dell’impossibilità di prorogare le concessioni, abbiamo sin da subito lavorato per trovare una soluzione che mettesse tutti d’accordo, che tenesse conto degli investimenti di cui alcuni gestori si sono fatti carico negli anni, dei lavoratori e, al contempo, tutelasse l’interesse pubblico, la sostenibilità e il nostro patrimonio costiero. Il tutto, allo scopo non di indebolire ma di rafforzare il nostro settore turistico. Dispiace ora vedere tanti imprenditori delusi che avrebbero meritato solo la verità”.

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