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Azione: “Centrale nucleare a San Benedetto? Cartina vecchia. Populismo ambientalista teso al facile consenso”

Bollettini: "I recenti rincari energetici non sono una contingenza casuale ed inaspettata ma il sintomo di una debolezza strutturale"

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Sul tema del nucleare interviene anche il gruppo sambenedettese di Azione. “Siamo stati coinvolti dalle recenti dichiarazioni di Paolo Canducci – afferma Alessandro Bollettini – lo ringraziamo per la stima nei nostri confronti, pienamente ricambiata, ma riteniamo doveroso rispondere alle sue accuse di scarsa concretezza verso il tema energetico, punto invece fondamentale del nostro programma nazionale. Azione lavora per un Paese che sia energeticamente il più indipendente possibile da fornitori stranieri e impegnato nella produzione di energia ad emissioni 0. Sono queste le due condizioni necessarie per rimanere una delle principali potenze industriali al mondo e per garantire stabilità produttiva ed occupazionale, non vincolata ai labili equilibri geopolitici mondiali o alla variabilità degli eventi atmosferici”.

Spiega Bollettini: “I recenti rincari energetici non sono una contingenza casuale ed inaspettata ma il sintomo di una debolezza strutturale, figlia di decenni di populismo ambientalista teso al facile consenso elettorale e non alla tutela degli interessi del Paese e dell’ambiente. Urge un intervento strutturale che ci tuteli da situazioni che mettano nuovamente in ginocchio famiglie ed imprese.
Sui social è stata pubblicata dai Verdi e Sinistra Italiana una pianta che vede San Benedetto come sito potenziale di una eventuale centrale, ma si tratta di un’ipotetica bozza di studio, vecchia di oltre 10 anni, sviluppata da Enel ed Edf, in occasione di una partnership del 2009 finita già nel 2012. E’ superfluo spiegare che San Benedetto non ha le caratteristiche per ospitare una centrale nucleare per via del suo territorio piccolo e in gran parte inurbato. Tantomeno ciò potrebbe avvenire nell’area della Sentina, che è una riserva naturale regionale, è in una zona a rischio alluvioni e inondazioni, con un entroterra sismico. Va inoltre detto che il fabbisogno energetico nazionale attuale potrebbe essere coperto per intero con soli 16 reattori, ovvero 5 centrali, e che continuando a produrre energia anche con le altre rinnovabili potrebbero bastare solo 2 centrali per coprire i nostri bisogni energetici e non 14 come indicato nella grafica pubblicata. Ci auguriamo che la smania di raccogliere facile consenso elettorale, grazie al terrorismo mediatico ed alle fake news, lasci presto il passo a proposte serie, concrete e costruttive”.

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