Assenti: “Altre città danno più importanza al turismo. Ticket e tassa di soggiorno? Non vengono investiti nel settore”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il presidente di Confesercenti regionale Sandro Assenti ci parla di come sia andata la stagione fino ad oggi, anche rispetto agli anni passati: “Stiamo sempre nell’ambito del post terremoto, anche se fortunatamente nel 2019 questa parola non è venuta fuori, ma fino ad un anno fa ha creato grossi problemi al nostro turismo e al nostro territorio. Quello che si nota è che la gente si è focalizzata negli ultimi anni al fine settimana, siamo diventati tutti “weekendisti”. Maggio è stato il peggiore degli ultimi anni, perché molto piovoso ed ha condizionato anche parte del mese di giugno. A luglio si è potuto cominciare a parlare di stagione estiva, il mese di agosto si prospetta un pienone, ma era scontato, e si registrano alberghi e ristoranti pieni.

Cosa manca a San Benedetto del Tronto per essere competitiva con altre località turistiche, ad esempio la Romagna? “Faccio l’operatore da una vita e la frase che più sento dire è ‘San Benedetto ha delle grandi potenzialità’ ed io lo confermo, però manca la gestione. In realtà se noi andiamo a valutare quello che avviene in Versilia, a Lignano Sabbiadoro, a Rimini, si nota chiaramente che queste città danno molta più importanza al turismo. Negli ultimi anni noi operatori abbiamo dovuto accettare dei fardelli come la tassa di soggiorno e il ticket sul lungomare che dovevano essere indirizzati nel meccanismo turistico con una cifra considerevole di un milione di euro. Cifra che in realtà purtroppo è dovuta andare a fronteggiare esigenza di bilancio e non a creare quel budget importante che la città di San Benedetto, avrebbe potuto destinare ad eventi di un certo livello con cui dare un’impronta nazionale e non più provinciale al nostro territorio.

Il turismo a livello nazionale? “C’è da rivedere un po’ tutto, occorre che l’Italia, sotto certi aspetti, faccia un marketing più invasivo, incentivi la creazione di servizi più a passo con i tempi, possa valorizzare meglio quelli che sono le caratteristiche peculiari della nostra Nazione, come arte e l’enogastronomia. Ci sono anche altre problematiche: c’è questa precarietà dovuta a questa direttiva pazzesca della Bolkestein, che finalmente qualcuno nel Governo è riuscito almeno a far prorogare e far sì che si ammortizzino gli investimenti.

Sandro, come è stato chiesto a tanti altri imprenditori italiani, e visto che in zona sei tra gli imprenditori più di spicco, come vede il futuro delle imprese alla luce di questa attuale crisi di Governo? “Non sta a me entrare nelle dinamiche politiche. Quello che posso dire è che oggi c’è un costo del lavoro esasperato. Si parla di flat tax, e mi auguro che vada in porto, si parla di defiscalizzazione, si parla di dare incentivi a chi assume a tempo indeterminato, c’è un cuneo fiscale che purtroppo penalizza fortemente l’imprenditore. Per fare queste cose è necessario un Governo omogeneo, non un Governo basato su un semplice contratto, ma un Governo non conflittuale che abbia delle idee chiare, che possa far sì che l’impostazione data abbia poi riscontro nel mondo dell’impresa. Alla luce di quello che sta avvenendo oggi in Italia, credo che L eventualità di tornare al voto sia auspicabile quanto meno perché sarebbe espressione del popolo e non di inciuci o semplici somme algebriche!”


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