“A Ripatransone crediti non pagati vecchi di quindici anni”. Opposizione all’attacco: “Tracollo finanziario dietro l’angolo”

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RIPATRANSONE – “Il tracollo finanziario è dietro l’angolo”. L’opposizione, a Ripatransone, le cose non è che le mandi a dire e, dichiarando il proprio voto nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, i consiglieri Antonio De Angelis, Roberta Capocasa, Giada Pierantozzi e Luca Vitale di Progetto Paese, hanno elencato tutta una serie di numeri con i quali hanno lanciato un vero e proprio allarme. “Il rendiconto di amministrazione – spiegano – è uno degli atti più significativi e rilevanti dell’attività amministrativa di un comune. È il momento in cui i numeri e i dati hanno la meglio sulle parole e sulle suggestioni politiche. Sul rendiconto è difficile barare, la verità viene a galla nella sua cruda oggettività. Mani sapienti e parole immaginifiche possono pure provare ad alzare cortine fumogene sui dati ma nel caso del comune di Ripatransone niente e nessuno potrà confutare il giudizio incontrovertibile sulle condizioni economiche complessive dell’ente: l’ente presenta profili di deficitarietà così evidenti da far ritenere prossimo e probabile il dissesto”.

Due, secondo la minoranza, sono le spie che testimoniano le pessime condizioni di salute dei conti di Ripatransone. “Innanzitutto – affermano – la gestione dei residui attivi e cioè dei crediti appostati in bilancio su cui si fondano gli equilibri del nostro bilancio. Nel 2018, a fronte di crediti vantati all’ente più di 8 milioni di euro si sono incassati meno di 900.000 euro. Un dato devastante: il 10,5 % del totale. Una percentuale così misera da autorizzare un sospetto grave che il nostro Sindaco non può eludere. Delle due, l’una: Il nostro è comune così inefficiente da non sapere recuperare i propri crediti? oppure sono i crediti vantati ad essere di dubbia esigibilità (crediti farlocchi o fantasiosi) tanto da far paventare che di quelle somme non rientreremo mai in possesso?”.

Parlano di”polvere nascosta sotto il tappeto” e insistono: “Nell’elenco dei crediti vantati dal Comune – continuano – ci sono somme che risalgono a più di 15 anni fa. Parliamo del 2002, del 2003. Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora. Per quale motivo non sono stati incassati questi crediti? È lecito pensare che quei soldi non entreranno mai nelle nostre casse? Quali atti, quali solleciti, quali azioni sono tati intrapresi nei confronti dei creditori del comune? Vorremmo saperlo nel dettaglio perché una capacità di riscossione di appena il 10,5 % autorizza ogni sospetto. Ma non è finita qui. C’è un’ulteriore, inquietante ombra che cela il rendiconto che oggi sottoponete al vaglio del consiglio comunale. Ci riferiamo al disavanzo, di proporzioni ulteriori e devastanti che accertiamo con l’approvazione del rendiconto. Già nel 2015 questa amministrazione, in occasione del riaccertamento straordinario dei residui, ha ipotecato una porzione delle ricchezze del nostro comune sino 2044. Non paghi di ciò, gli amministratori della maggioranza di questo comune hanno accumulato l’anno scorso un ulteriore sbilancio di circa 650.000 euro. Tanto vale la differenza tra gli impegni, registrati per una somma pari ad € 9.773.000 e le uscite che raggiungono i € 10.464.000. Il tracollo finanziario è dietro l’angolo”.

I consiglieri proseguono: “Il Sindaco nel tentativo disperato di mettere toppe alla miriade di falle provocate dalla sua giunta e da quelle dei suoi predecessori, continua ad ipotizzare la vendita di immobili e di patrimonio che, però, puntualmente non si realizza. Se non fosse tragica, la situazione meriterebbe di essere definita comica. Nella proposta di delibera che dispone l’ennesimo ripiano del disavanzo, si menzionano ancora un voltar le misure che l’amministrazione comunale si prefigge di realizzare per rimettere i conti in ordine. Si tratta di un libro dei sogni. O meglio un libro degli incubi visto che la parte preponderante delle azioni prospettate costituisce la reiterazione di auspici che sinora non si sono mai realizzati. A questo punto, a fronte della dimostrata inadeguatezza del Sindaco ad adottare misure e provvedimenti utili a restituire equilibrio ai nostri conti, si impongono le sue dimissioni. Rischia infatti di diventare pericoloso partecipare a scelte amministrative o consigli comunali che in maniera tanto chiara avallano scelte dell’esecutivo finalizzate a nascondere le condizioni fallimentari dell’ente. Arrendetevi, siete circondati. Verrebbe da dire. Ma sarebbe utile e sommamente auspicabile che fosse il sindaco a restituire il mandato”.


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