Crisi ristorazione, la denuncia di Ciabattoni: “Strutture collinari lasciate sole. Abbiamo bisogno di aiuto anche noi”

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CASTIGNANO – Le strutture ricettive delle aree collinari le definisce “né carne né pesce”. E può permettersi di farlo visto che Ferdinando Ciabattoni, ex presidente dell’Associazione Ristoratori del Piceno, appartiene ad una famiglia che da sessant’anni porta avanti una delle eccellenze proprio del territorio collinare, l’hotel ristorante Teta di Castignano. Ed ora chiede la stessa dignità e gli stessi aiuti che vengono riconosciuti alle strutture di mare e di montagna per le quali, a causa della crisi legata all’emergenza Covd, si sono subito accesi i riflettori.

“Nonostante la profonda crisi che stiamo attraversando – afferma Ciabattoni – le nostre strutture situate nella zona collinare spesso definite ‘’né carne né pesce’’ continuano a riporre fiducia in quello a cui abbiamo creduto fin dall’inizio, siamo partiti con ristoranti tipici e cucina locale cercando di perfezionarci sempre di più e di stare sempre al passo con i tempi, abbiamo creduto nel turismo del posto sperando che potesse crescere e con lui anche noi”.

Ciabattoni ricorda come le strutture alberghiere create con quello stesso spirito “ora risultano completamente abbandonate e non valorizzate”. “Per le nostre attività che si trovano nel mezzo (né mare né montagna) non c’è più vita, non c’è più futuro e nonostante la situazione i costi sono sempre più alti al pari di strutture della Riviera o rifugi di montagna. Abbiamo bisogno anche noi di essere riconosciuti potenziando e migliorando i collegamenti, valorizzando il turismo locale e diminuendo costi e spese. La nostra famiglia da oltre 60 anni ha creduto in questo progetto e nonostante tasse inique, burocrazia, il terremoto e l’attuale covid-19 vorremo crederci ancora per altri sessant’anni”.


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