giovedì 1 Dicembre 2022
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Coldiretti Marche, lo zucchero italiano vola: “Barbabietole, sfida vinta”

Intanto è già stato ufficializzato un prezzo semplificato più alto del 30% per le bietole in convenzionale per la prossima campagna
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Barbabietola al top oltre ogni aspettativa nelle Marche dove, con l’estate siccitosa, ci si aspettava una campagna sottotono e invece la qualità ha portato addirittura ad un premio aggiuntivo per la campagna 2022. Coprob, l’unico produttore cooperativo di zucchero con una filiera tutta italiana, riconoscerà infatti ai propri soci 4 euro alla tonnellata e il 70% per i conferenti. Intanto è già stato ufficializzato un prezzo semplificato più alto del 30% per le bietole in convenzionale per la prossima campagna: 55 euro a tonnellata, mentre per il biologico la quota è 90 euro a tonnellata. Tutto merito dell’esperienza e della professionalità degli agricoltori marchigiani che, nonostante qualche difficoltà in più nel nord della regione, possono parlare di bilancio ampiamente positivo. Sono ormai circa 1.600 gli ettari regionali dedicati nuovamente alla barbabietola da zucchero, produzione abbandonata da metà anni 2000 e ripresa con coraggio e determinazione a oggi da quasi 160 aziende agricole. “Una sfida vinta da Coldiretti Marche – spiega la presidente Maria Letizia Gardoni – iniziata qualche anno fa con una manciata di aziende e un centinaio di ettari. Quello delle zucchero 100% Made in Italy non è un ritorno al passato ma una richiesta da parte di un mercato sempre più attento alla sostenibilità e all’etica, che preferisce un prodotto nazionale anziché acquistarne da Paesi che sfruttano la manodopera o utilizzano prodotti chimici nocivi e proibiti in Italia”. Nel frattempo si è aperta la campagna di adesioni per il 2023. “Tutti gli uffici di Coldiretti Marche sono mobilitati per dare informazioni alle aziende per una coltivazione che rappresenta una grande opportunità in rotazione con i cereali e ha davanti enormi potenzialità soprattutto in tutta l’area Ue dove manca un 20% per non dover ricorrere alle importazioni – spiega il direttore Alberto Frau – e siamo anche pronti a stipulare i contratti direttamente nei nostri uffici”.

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