Mal di testa e alimentazione. Ecco i cibi da evitare

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DOTT.SSA
Maria Lucia Gaetani
Biologa Nutrizionista
Via Solferino angolo piazza Ancona
San Benedetto del Tronto
Telefono 338.2482488
Sito web: www.nutrizionistagaetani.it

E’ stato dimostrato che, in soggetti predisposti, alcuni alimenti possono scatenare un attacco di cefalea a causa di sostanze che, per la loro azione vasodilatatrice, causano dolore.

E’ consigliabile quindi seguire alcune regole che, attraverso un riequilibrio alimentare, riducono l’incidenza degli attacchi.

Occhio a birra e formaggi

Tra i cibi più incriminati ci sono quelli che contengono la tiramina, derivata dall’aminoacido essenziale tirosina, che è maggiormente presente nei formaggi ma anche nella birra e nel vino, nel dolcificante sintetico aspartame e l’ormai famoso glutammato monosodico utilizzato come esaltatore di sapidità (per esempio nel dado da brodo). E’ stato osservato che l’attacco emicranico si scatena dopo alcune ore dall’ingestione e che una dieta priva di glutammato aiuta a ridurre gli episodi dolorosi sia come frequenza che come intensità.

Anche il tipo di cottura è fondamentale perché esso può esaltare o, al contrario, annullare le qualità nutrizionali dei cibi oltre che produrre eventuali sostanze tossiche; la cottura migliore che mantiene inalterate le qualità degli alimenti è al vapore mentre la meno indicata è senz’altro la frittura.

Vediamo allora quali consigli alimentari possono essere di aiuto in questi casi:

  1. Limitare carni grasse, burro, selvaggina e fritti eventualmente solo ad occasioni particolari.
  2. Limitare l’uso del caffè e degli alimenti che contengono caffeina, teofillina, teobromina (sostanze organiche di origine vegetale presenti comunemente rispettivamente nel caffè, nel tè e nel cacao.
  3. Ridurre moltissimo l’utilizzo dei dadi da brodo (per la presenza del glutammato) e delle salse a base di soia (alcuni anni fa fu dato alla cefalea scatenata dall’utilizzo di questa salsa il nome di “sindrome del ristorante cinese” che ne fa largo uso)
  4. Limitare o eliminare: cioccolato, formaggi stagionati, crauti, fichi, uva passa, insaccati
  5. Evitare bevande ghiacciate o cibi gelati che stimolano i nervi sensitivi del palato favorendo così l’insorgere del dolore alla testa
  6. Aumentare il consumo di verdura fresca e cereali
  7. Aumentare la vita all’aria aperta facendo attività fisica regolare, abbinandola allo stretching che migliora l’allungamento dei muscoli del collo e delle spalle
  8. Evitare il fumo, il clima freddo, umido e ventoso e lo stress.

Ovviamente, per coloro che sono soggetti ad attacchi frequenti di cefalea, è fondamentale fare attenzione non solo ai cibi propriamente appena elencati ma anche ai vari composti assunti

Si consiglia di fare uso di zenzero. Questa radice tuberiforme, originaria dell’Estremo Oriente, possiede caratteristiche peculiari (azione antistaminica, attività antiossidante ed antiinfiammatoria) per le quali il suo utilizzo in cucina nella preparazione di numerose pietanze, può determinare un miglioramento della sintomatologia.

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