Internet, l’1% dei marchigiani utilizza la fibra ottica. In Regione è ancora forte il digital divide

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A quasi un anno di distanza dall’indagine dell’Istat che rivela come un terzo delle famiglie italiane ancora non avesse connessione a Internet (percentuale simile a quella riscontrata sul nostro territorio regionale, come raccontato in questo articolo), le cose oggi non sembrano essere molto differenti. In particolare, proprio nelle Marche continua a farsi sentire il digital divide, sia a livello domestico che imprenditoriale.

La copertura di fibra in Marche
Cominciamo subito dai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla dotazione infrastrutturale delle reti veloci nella nostra regione: attualmente, nelle Marche la percentuale di abitanti raggiunti dalla Fibra Ottica 100 Mega è pari appena all’un per cento, mentre la copertura 30 Mega è garantita al 16,30% della popolazione. Siamo insomma lontanissimi dagli obiettivi fissati dallo stesso Mise per completare al programma dell’Agenda Europea 2020, che prevedono di raggiungere il 100 per cento sul fronte della linea a 30 Mbps e almeno il 29 per cento per la rete ultra broadband.

Internet ad alta velocità
E dire che negli ultimi tempi ci sono stati comunque dei passi in avanti, grazie in particolare agli investimenti avviati dagli operatori commerciali: in particolare, uno dei più attivi è Eolo, che ha portato anche nelle Marche la sua infrastruttura per Internet ad alta velocità, proponendo ai cittadini pacchetti Adsl senza linea telefonica con cui navigare fino a 30 Mpbs in download, sfruttando tutte le potenzialità del Web come servizi streaming, home banking, informazioni e attività sui social.

Ancora poca richiesta
Eppure, quello che sembra mancare è proprio l’interesse da parte dei cittadini: secondo l’ultima rivelazione dal portale di comparazione SosTariffe, nelle Marche è ancora piuttosto bassa la richiesta di Internet veloce. Nel dettaglio, se quasi 6 utenti su 10 sono interessati all’Adsl a 7 mega, solo il 28 per cento si orienta su quella dalla capacità superiore fino a 20 Mega e ancora meno, 12,58 per cento, punta invece alla linea ultraveloce. Difatti, nel complesso la velocità media effettiva in regione si ferma intorno agli 8 Mpbs.

Le Marche in ritardo
Questi risultati sono inferiori anche alle medie toccate dall’Italia: sul territorio nazionale, la richiesta maggiore riguarda sempre la linea a 7 Mega (58,1 per cento), ma le percentuali per le reti a 20 Mega e a 100 Mega sono in netto aumento, arrivando rispettivamente al 32,5 e all’8,5. Ma il ritardo marchigiano non riguarda solo il fronte privato, ma anche quello relativo alle aziende.

Anche le imprese regionali non sfruttano la Rete
È ancora una volta l’Istat a rivelare che nel 2016 il 92,4 per cento delle imprese italiane con almeno 10 addetti si connette a Internet tramite la banda larga: un valore che risulta in linea con la media Ue, ma che è ancora molto distante da quello dei Paesi europei più evoluti come Slovenia e Danimarca, che sfiorano la copertura totale. Tuttavia, le imprese attive in Calabria e appunto nelle nostre Marche sono in forte ritardo rispetto alla media, avvicinando il 91 per cento del totale.

Accordo tra Università e Huawei
Uno stimolo all’innovazione potrebbe arrivare dall’accordo siglato tra la Huawei international e l’Università Politecnica delle Marche, che autorizza l’Ateneo, primo caso in Italia, a erogare corsi certificati sulle soluzioni Huawei e sulle tecnologie Ict, favorendo sia gli studenti che le imprese marchigiane. Secondo l’Università di Ancona, per essere competitive le aziende avranno sempre maggiore bisogno di sviluppare nuove competenze tecniche per cogliere le opportunità di occupazione e di crescita nell’economia digitale.

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