La rivincita delle barbe, è l’anno dei peli in faccia

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Ve ne sarete accorti da un anno a questa parte: le barbe dilagano. Sono ovunque. Barbe alla Leonida di 300, baffi alla tedesca, ovali tosate alla hipster, incolta da fondamentalista islamico.
Il picco della tendenza “barba” è stato raggiunto nell’aprile del 2014 ma sembra che non sia destinato a scendere nemmeno quest’anno.

Tutto è cominciato dall’iniziativa australiana di Movember: stare senza radersi i baffi fino alla fine del mese di novembre (la M iniziale è per moustaches=baffi) per sensibilizzare le persone sui problemi di salute degli uomini, attorno al 2004. La tendenza poi si è consolidata dopo la crisi del 2008 quando non farsi la barba è diventato un segnale di morigeratezza e adesso la barbona con baffi è il simbolo di ogni buon hipster che si rispetti.

L’esplosione delle barbe è data pure da un fenomeno chiamato “selezione negativa dipendente dalla frequenza”, secondo il quale i portatori di una caratteristica rara in una popolazione sono in vantaggio rispetto a quella comune corrente. Inoltre era naturale che allo svoltare del millennio ci fosse una reazione al maschio metrosexual, un termine coniato negli anni Novanta da Mark Simpson sul giornale inglese The Independent, per indicare un uomo estremamente curato, dedito allo shopping e, soprattutto, sbarbato. Avere la barba, al contrario, è accrescimento della propria mascolinità e in base ai periodi storici è stata indossata come forma di protesta e di ribellione.

Grazie alla moda per le strade, negli ultimi anni le persone con la barba sono diventate più rassicuranti e diverse aziende hanno iniziato a consigliare ai propri dipendenti giovani di farsi crescere la barba in modo da sembrare più seri e competenti sul lavoro. Nell’industria della moda Ricky Hall e Bill Huxley, tatuati e barbuti, sono i modelli più richiesti al momento e il cespuglio bianco di Nick Wooster, consulente e stilista, è riconosciuto ovunque come sinonimo di streetstyle rampante.

Dato che la tendenza non accenna ancora a declinare, abbiamo chiesto a dei veri cultori della barba locali, Maurizio Isopi (parrucchiere) e Marco Gaetani (negoziante), che cosa la rende talmente speciale per gli uomini e come bisogna curarla nella maniera giusta.

I contro di “farsi crescere il pelo” secondo Maurizio non sono tanti, a patto che venga curato e non lasciato a se stesso. L’unico vero fastidio è il pizzicore iniziale. Per evitare di avere un ammasso di peli incolti, è necessario lavarla ogni mattina assieme al viso, asciugarla e intingerla di olio di argan preferibilmente. I baffi vanno arricciati con creme specifiche. E’ un ornamento che tiene caldo d’inverno ed è in grado di fare da secondo cuscino. Per stili di barba particolari consiglia la visione dei video su YouTube dei mitici barbieri di Rotterdam, Schorem, specializzati in tagli fin de siècle, steampunk, rockabilly e punk. E’ sconsigliata su visi rotondi.

Marco, invece, avverte che portare una barba è anche una questione di scelta, uno stile di vita. Stare dietro ad essa non nasconde alla vista del mondo ma determina un personaggio ben definito perché, come per i capelli, esistono vari tipi di ricrescita e ogni barba è diversa dall’altra.

Quindi, tendenza o meno, cosa aspettate ad abbandonare il rasoio?


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