La marchigiana Emanuela Postacchini star tra gli studios di Hollywood

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Emanuela Postacchini, nata ad Ancona e originaria di Sant’Elpidio a Mare, è una ragazza di provincia che è riuscita a realizzare un grande sogno. Approdare da attrice ad Hollywood, la mecca del cinema mondiale, grazie al film Third Person di Paul Haggis. Questo 2016 però è stato l’anno della rivelazione definitiva con la sua apparizione nel video di Calvin Harris “My Way” uscito il 28 Ottobre e la realizzazione del film The Man who was Thursday di Balazs Juszt, presto nelle sale italiane, nel ruolo di Tuesday.
Emanuela è una donna dalla personalità gentile, disponibile e determinata, che non si fa abbagliare dalle luci della ribalta e non perde di vista il suo obiettivo.

Com’è arrivata ad Hollywood?
Tutto è iniziato con un treno intercity che dalle Marche mi portava a Milano. Senza quel treno probabilmente non sarei mai arrivata fin qui. Sono cresciuta in un paese di provincia e il mio sogno è sempre stato quello di viaggiare ed esplorare nuove realtà. In questo senso Milano, ma anche Roma, sono state città fondamentali per la mia crescita artistica, mi hanno aiutata a realizzare quello al quale ho sempre aspirato, fare l’attrice. Un po’ la curiosità, un po’ il destino mi hanno fatto arrivare a Hollywood.
Nel 2013 ho avuto la grande opportunità e l’onore di far parte del cast di Third Person, film di produzione americana, scritto e diretto dal premio Oscar Paul Haggis. Da quel momento si sono aperti nuovi orizzonti per me, anche a livello internazionale.

Che differenze fondamentali ci sono tra l’industria cinematografica italiana e quella statunitense?
Ce ne sono tantissime. Ad esempio, qui fanno dell’industria cinematografica un vero e proprio business a tuttotondo, una macchina da guerra dove l’arte può diventare anche strumento di lucro, d’altronde il cinema americano nasce con uno scopo commerciale. Il cinema italiano invece è più d’autore con grandi maestri come Antonioni, Fellini, Bertolucci, Sorrentino e molti altri. Ovviamente, cine-panettoni a parte!

Che atmosfera si respira a Los Angeles? È stato difficile per lei adattarsi?
Los Angeles è una città immensa. È fondamentale crearsi un proprio spazio e sapersi adattare. All’inizio non è stato facile. In Italia siamo abituati a passeggiare per le vie del centro, incontrarci in piazza con gli amici per un aperitivo. Qui il centro non esiste e senza auto non vai da nessuna parte. Per questo a volte ci si può sentire piuttosto soli. Il clima è una delle cose che amo di più. Non ci sono stagioni, è sempre estate.

Perché è passata dal mestiere di modella a quello di attrice?
L’attrice è quello che ho sempre voluto fare. Quando mi sono trasferita a Milano avevo appena compiuto 17 anni. Volevo essere indipendente e per guadagnarmi da vivere ho lavorato diversi anni nel settore pubblicitario. La mia vera passione però è sempre stata quella del cinema e del teatro. Già da bambina insieme alle mie amiche mettevamo in scena degli spettacoli con tanto di costumi e danze.

Com’è nata la collaborazione con Calvin Harris e che tipo di riscontro ha ricevuto da questa esperienza?
Ho ricevuto un’email dal mio agente con una convocazione a un provino come tanti altri. Non era specificato né l’artista né il brano, sapevo solo che si trattava di un video musicale. Solo dopo aver ottenuto la parte mi hanno comunicato il nome dell’artista. Ho sempre apprezzato la sua musica e questa notizia mi ha resa molto felice. A volte è più un piacere che un lavoro. È stato un privilegio far parte di questo progetto. Non dovevo interpretare la solita “bella” ma un personaggio completo, un androide, e questo ha reso il tutto ancora più interessante. Ho ricevuto un riscontro molto positivo, non mi sarei mai aspettata di ricevere così tanti complimenti. Le critiche, sia positive sia negative, aiutano sempre a migliorarsi.

Ha imparato qualcosa in più nel lavorare con attori internazionali?
Assolutamente sì. Per prima cosa l’umiltà.

Quali consigli darebbe a una giovane attrice che volesse intraprendere una strada simile alla sua?
Di non avere paura, di inseguire sempre i propri sogni e di cogliere tutte le opportunità che la vita offre ogni giorno. Non arrendersi mai alla prima sconfitta perché prima o poi arriverà una vittoria, credere in se stessi perché è questa l’unica verità. Sacrificio, determinazione e perseveranza sono tre parole chiave.

Che atteggiamento ha la sua città di provenienza, Sant’Elpidio a Mare, rispetto alla sua recente celebrità?
Mi sono commossa leggendo tantissimi messaggi di ringraziamento per aver dato speranza a molti giovani nel continuare a lottare contro tutto e tutti per i propri sogni fino a farli diventare realtà. Solo chi nasce e cresce in un paese di provincia può capire cosa significa. Non è per nulla facile, soprattutto per chi come me sogna la carriera artistica. Tutto sembra essere molto più grande di noi.

Prossimi progetti in vista?
Il 2016 è stata un’ottima annata. Uscirà presto nelle sale un film di cui sono molto orgogliosa, The Man who was Thursday , ho appena finito di girare il corto Misfit diretto da Giovanni Ribisi e sono attualmente impegnata nelle riprese della quarta stagione di The Last Ship di Michael Bay. Confido che il 2017 sia un altro anno pieno di soddisfazioni.