Giovanna Nicolai, un caso unico di brand awareness in Riviera

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Foto: Virginia Di Mauro, Modella: Beatrice Simion

 

Giovanna Nicolai è un raro caso di imprenditoria d’abbigliamento vincente nelle Basse Marche, dominate dal settore della calzatura. Ho incontrato il giovane e intraprendente proprietario del brand, Daniele Macellari, che mi ha spiegato la sua visione.

Come è nato il vostro marchio?
Il nome Giovanna Nicolai è di mia nonna che aveva un negozio di confezioni. Alla fine degli anni Cinquanta iniziò una piccola produzione di abiti da cerimonia che inseriva all’interno delle boutique. Col tempo vide che riscontrava più successo con i clienti delle linee classiche delle altre aziende. Nel 1989 a seguito della sua morte il progetto si è arenato ed è stato ripreso in maniera dinamica dal 2006 da me ripartendo da un test del prodotto. E’ stato un rischioso azzardo, dato che nel nostro territorio la grande firma precede il prodotto, e lo spazio per i progetti artigianali è inesistente. Tuttavia, siamo riusciti ad imporci come rete commerciale da due anni a questa parte, abbiamo uno showroom a Milano, partecipiamo a fiere nazionali ed internazionali. Il nostro è un prodotto di nicchia che si posiziona in una fascia di prezzo medio-alta e riceve un significativo consenso da parte del consumatore finale.

Che tipo di filosofia avete?
Le nostre peculiarità sono la ricerca dei tessuti, acquistiamo esclusivamente da italiani (Bologna, Como, Vicenza), e dei materiali. Per noi è un punto fondamentale comprare le materie prime dall’Italia perché se il Paese deve riprendersi, deve farlo con le aziende italiane che lavorano sul territorio e riqualificano la sua manodopera. La nostra ispirazione principale è il periodo anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzato dal buon gusto, ma senza sprofondare nel retro, cerchiamo di infondergli un taglio innovativo. La nostra mission aziendale si riassume in un salto nel passato ma con gli occhi nel futuro.

Avete stretto collaborazioni sia con stiliste emergenti sia con fashion blogger di spicco. Raccontami come sono avvenute.
Francesca e Veronica Feleppa, due giovani designer, hanno vinto uno stage da noi in collaborazione con Confartigianato Marche (Daniele è presidente dell’abbigliamento Confartigianato Marche e consigliere nazionale) nell’istituto superiore di moda che frequentavano. Abbiamo creato assieme una capsule collection per chiudere i sei mesi di stage, che aveva come scopo il comprendere il modus operandi di un’azienda di moda (progettazione capi, business planning, costi di produzione). Le abbiamo aiutate a credere in loro stesse per dare il via ad un loro marchio.
Attraverso Internet siamo giunti in contatto con le blogger Nunzia Cillo (entrophia.it) e Valentina Marzullo (thechicattitude.it). Nunzia ha collaborato per la prima volta con noi nel 2010 indossando un nostro abito alla fashion week di Milano. Nel 2013 abbiamo prodotto con lei e Valentina due capsule collection, Essentiel e Pure, vendute online in serie limitata. Ora Nunzia cura la comunicazione di Giovanna Nicolai.

Mi pare di comprendere che i social network sono stati decisivi per voi.
Sì, siamo riusciti attraverso la comunicazione virale della rete a diventare un brand a tutti gli effetti, impresa in cui non saremo riusciti con le nostre sole forze. Lavoriamo molto con Instagram che è un social più immediato di Facebook per il commercio. L’interazione sana tra la tecnologia e le aziende è un vantaggio produttivo da non sottovalutare, indispensabile per acquisire riconoscibilità e sopravvivere.

Per essere una marca di nicchia, avete energia da vendere.
Chiudersi in se stessi è il male peggiore per le aziende di oggi. Gli imprenditori di vecchia generazione vedono il mondo in modo troppo dualistico, non ti danno nulla perché non vogliono che gli venga tolto nulla. Questo porta alla decadenza morale ed economica. Bisogna riportare i rapporti umani al centro, gratificando i propri collaboratori e dipendenti. Solo così si può riavviare la filiera produttiva.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Consolidamento del mercato italiano, stabilizzandosi sugli standard delle vetrine che stanno inserendo il nostro prodotto. Siamo interessati ai negozianti che fanno ricerca e si posizionano su un mercato di nicchia. La settimana scorsa siamo stati al Super: Accessori Moda – Pitti Immagine alla Fiera di Milano dove abbiamo presentato la collezione Ready to Wear Autunno/Inverno 2016, che si concentra su volumi, capi strutturati e su materiali tecnici come neoprene e reti. La collezione Couture, più sofisticata, è rivolta al pubblico mediorientale (Emirati Arabi e Arabia Saudita) in grado di recepirla in maniera completa, ma anche al cliente da cerimonia italiano. Ci stiamo focalizzando inoltre per i rivenditori internazionali su Corea del Sud, Giappone, Cina e Russia.

 


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