Mangialardi mai davvero in gara, il candidato della Meloni primo fin dagli Instant Poll

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Mai davvero in corsa. Fin dai primi instant poll delle 15, Maurizio Mangialardi ha dovuto rincorrere Francesco Acquaroli che, minuto dopo minuto, ha aumentato il divario rispetto all’avversario.

La legge elettorale che regola il voto è del 2015 e non prevede il ballottaggio. Viene eletto presidente il candidato che ottiene anche un solo punto in più rispetto ai suoi sfidanti. La legge elettorale ha inoltre ridotto da 42 a 30 il numero dei seggi in consiglio.

Ogni circoscrizione elegge un numero variabile di candidati: 9 ad Ancona, 7 a Pesaro, 6 a Macerata, 4 rispettivamente ad Ascoli e a Fermo. Il premio di maggioranza consta di 16 seggi se il vincitore ottiene una percentuale di voto dal 34 al 37%; i seggi diventano 17 qualora il consenso sia tra il 37 e il 40%, 18 se il vincitore ottiene più del 40% dei voti e ben 19 se la coalizione vincente riporta una cifra elettorale regionale pari o superiore al 43 per cento della somma delle cifre elettorali regionali riportate dalle coalizioni.

Nelle Marche è prevista una soglia di sbarramento del 5% oppure del 3% se la coalizione ha raggiunto tale dato in media in tutta la regione.


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