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martedì 28 Novembre 2023
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Pizze di Marca, tredicesima edizione per l’iniziativa. Presentati i menu estivi

C'erano il Vice Presidente di LINFA - Azienda Speciale di Camera Marche per l'agroalimentare, Gianfranco Santi, il suddetto Otello Renzi e Francesca Severini

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Redazione
 mercoledì 26 Luglio 2023

Non si trovano le Alici del Cantabrico sulle Pizze di Marca, ma quelle di San Benedetto sì. Il pecorino è dei sibillini, la cipolla quella rossa e piatta di Pedaso. le fava viene da una località in provincia di Ascoli Piceno che porta la sua specialità nel toponimo: Favalanciata. Ma c’è anche quella di Fratterosa, in provincia di Pesaro-Urbino. Queste eccellenze compongono le farciture delle Pizze preparate dai cuochi di tutte le Marche nell’ambito del progetto della Camera di Commercio nato tredici anni fa quando l’Ente non era ancora unificato, a Pesaro, e si parlava allora di Pizze delle Terre di Rossini e Raffaello. Ora le terre omaggiate nel piatto per eccellenza della convivialità (ma non chiamatela gourmet! qualifica che oggi usano tutti…. magari solo cucina d’autore  sottolinea Otello Renzi il gastronauta che affianca i cuochi nelle serate e presenta i piatti) sono anche quelle di Licini, Cecco d’Ascoli e Maria Montessori. Insomma ci sono tutte e cinque le province. E i tutti i territori ci sono pizzerie, 35 in totale, aderenti al progetto che propone serate di piatti a base di pizze con farciture a scelta realizzate con prodotti marchigiani. Fuori di calendario comunque, ogni locale mantiene la pizza del proprio territorio.

Oggi a presentare in conferenza stampa i menù estivi del progetto c’erano il Vice Presidente di LINFA – Azienda Speciale di Camera Marche per l’agroalimentare, Gianfranco Santi, il suddetto Otello Renzi Francesca Severini, dirigente del settore agricoltura della Regione Marche che non fa mai mancare il suo sostegno e la sua attenzione alle iniziative camerali. Un’occasione di promozione dei territori e di conoscenza delle realtà di cui sono composte, un’esperienza di culturale materiale in primis per i marchigiani ha sottolineato Santi. Per la Regione filiera corta è anche salubrità, un aspetto su cui l’Assessore Antonini punta molto ha ricordato Francesca Severini. Ospite dell’iniziativa odierna Claudio Api che, a partire dal suo cognome, ha chiamato il suo locale a Falconara Alta L’arnia del cuciniere, che ha detto Oggi la pizza è cambiata, è oggetto di ricerca, che tiene conto della fermentazione, ha a cuore la scelta delle farine. Pochi anni fa c’era la pizza della storica pala romana, oggi offriamo una diversificazione di impasti, noi ne usiamo 4 sviluppati con farine diverse e valorizzati con prodotti marchigiani e di regioni limitrofe. Ho un mulino di riferimento, il Mulino Mariani di Barbara e un maestro, Giuliano Pediconi. Semola di macinati, farine integrali, l’uso del pre impasto (la cd biga), lievito madre, prodotti legati alla stagionalità le cifre della sua cucina che oggi ha proposto una pizza tra colline e mare con pecorino dei Sibillini, alici marinate e paccasassi del Conero.
I paccasassi Angelo Tantucci della Pizzeria Il Capriccio di Monsano, li abbina a perle di ciauscolo, e propone anche una pizza che simula nella sua composizione i vincisgrassi maceratesi e dorici. L’evoluzione del progetto puntualizza Renzi sarà di creare collegate ai locali aderenti botteghe alimentari dove turisti e residenti possono trovare i prodotti delle farciture made in Marche. A parlare marchigiano anche i vini e le birre agricole abbinate alle pizze, o meglio al percorso gastronomico di tipi di pizza, spesso coronato da dessert anch’essi a base di prodotti locali.

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