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Cgil: “Nelle Marche sempre più difficile applicare la 194. Troppi medici obiettori”

Nel 2020, gli obiettori di coscienza rappresentano il 70% dei ginecologi, il 42,6% degli anestesisti e il 22,5% del personale non medico. Dunque, la percentuale supera la media nazionale

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“Nelle Marche è sempre più difficile applicare la 194”. La denuncia arriva dalla Cgil: “Il tasso di abortività è inferiore del 4,5% rispetto al resto d’Italia, sempre più numerose sono le donne che vanno fuori regione e sempre più numerosi sono i medici obiettori”.

Dai dati del Ministero della Salute, elaborati dalla Cgil Marche, emerge che nel 2020 nella regione sono state effettuate 1.351 interruzioni volontarie di gravidanza, con un decremento rispetto all’anno precedente del -2,7% (-9,3% a livello nazionale). È presumibile che il fenomeno sia stato in parte condizionato dalla pandemia.

Osservando i dati per provincia, si registrano 446 interventi di IVG nella provincia di Ancona, 335 nella provincia di Macerata, 299 ad Ascoli Piceno, 271 nella provincia di Pesaro Urbino e nessuna IVG nella provincia di Fermo.

Nel 2020 ci sono state 1.327 donne marchigiane che hanno fatto ricorso all’IVG, di cui 110, pari all’8,3%, si è recata in strutture fuori regione. A livello provinciale il totale delle residenti che ha fatto ricorso all’IVG si è recato fuori provincia (92,9%) e fuori regione (7,1%).

“Dunque, quasi una donna su 10 è andata ad abortire in un’altra regione, è la percentuale tra le più alte d’Italia”, afferma Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche.

Nel 2020, gli obiettori di coscienza rappresentano il 70% dei ginecologi, il 42,6% degli anestesisti e il 22,5% del personale non medico. Dunque, la percentuale di medici obiettori nelle Marche cresce rispetto al 2019 e supera la media nazionale (64,6%). Dal 2007 al 2020 i ginecologi obiettori nelle Marche sono aumentati del 12,3%, mentre il personale non medico obiettore ha visto un incremento del 15,4%.

Aggiunge la Longhin: “Una donna su dieci si reca fuori Regione per una IVG, l’aborto farmacologico ha percentuali inferiori rispetto alle altre Regioni, la percentuale dei medici obiettori aumenta rispetto al 2019. Tutti dati che sono in controtendenza rispetto al dato nazionale. La 194 è una legge di civiltà. La Cgil si opporrà sempre al modello conservatore che questa giunta sta cercando di imporre, e rivendicherà sempre il diritto sociale della maternità e il diritto alla salute delle donne”.

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