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Ancora troppe truffe online e per telefono. Tre denunce dei carabinieri

Le operazioni sono avvenute a Petritoli e a Fermo
Pubblicato il 26 Maggio 2024

FERMO. Nelle recenti operazioni condotte dai Carabinieri, sono stati deferiti tre individui pregiudicati, responsabili di inganni ben orchestrati ai danni di ignari cittadini. Le indagini, svolte con grande precisione e professionalità, hanno permesso di smascherare truffe informatiche e frodi che hanno causato danni economici a diverse vittime.

A Petritoli, i militari della locale Stazione Carabinieri, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e della documentazione bancaria, hanno denunciato una 57enne pugliese, pregiudicata, per frode informatica. La donna, al fine di trarre un ingiusto profitto, acquistava online e ritirava tramite corriere diversi utensili da giardinaggio, pagando con una carta di credito appartenente a un’ignara vittima.

Il valore complessivo degli acquisti ammontava a 1.200 euro. Questo caso evidenzia come i truffatori sfruttino la facilità degli acquisti online e la difficoltà delle vittime a rilevare subito l’uso fraudolento delle proprie carte di credito.

Sempre a Petritoli, i Carabinieri hanno denunciato una 20enne palermitana, pregiudicata, che, fingendo interesse per l’acquisto di quattro pneumatici posti in vendita sul sito “subito.it”, è riuscita, con vari raggiri, a farsi accreditare la somma di 500 euro su una carta postepay a lei intestata. Questa truffa sottolinea i rischi delle transazioni online, dove i truffatori possono facilmente manipolare le comunicazioni per ingannare le vittime.

A Fermo, i Carabinieri della locale Stazione, dopo specifiche attività d’indagine attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e della documentazione bancaria, hanno denunciato un pregiudicato di 44 anni di Aversa (CE) per truffa continuata. L’uomo aveva diffuso sui social media annunci di noleggio di autovetture di lusso, inducendo le vittime a effettuare bonifici di 5.500 euro per una Mercedes e 2.300 euro per una Fiat 500, rendendosi poi irreperibile. Questa truffa mette in luce l’uso sempre più frequente dei social media per compiere attività illecite, sfruttando la fiducia e l’aspettativa delle vittime.

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