“Tutti contro Salvini”, in Riviera arriva il giornalista Pietro De Leo

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pietro De Leo presenta il suo libro ‘Tutti contro Salvini. Come la sinistra ha trasformato il leader della Lega in nemico numero uno’ (Giubilei Regnani) sabato 30 marzo a San Benedetto del Tronto. L’ingresso è gratuito e rivolto a tutta la cittadinanza.

L’evento si terrà al Bar Moretti, in viale Marconi 24, a partire dalle ore 18 ed è organizzato dalla Lega (Salvini Premier) in collaborazione con il Movimento Nazionale per la Sovranità. Interverranno l’Onorevole Giorgia Latini (vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera), Andrea Maria Antonini (commissario Lega della provincia di Ascoli Piceno) e Laura Gorini (responsabile Lega cittadina). Modera l’incontro l’avvocato Gian Luigi Pepa, membro dell’assemblea nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità.

L’autore. Giornalista, scrive su ‘Il Tempo’. Laureato in Giurisprudenza alla LUMSA di Roma con una tesi in diritto costituzionale, ha lavorato a lungo in uffici stampa istituzionali, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Governo Berlusconi IV), Consiglio Regionale del Lazio e ha fatto parte di una delegazione italiana al G8 (L’Aquila 2009). Ha collaborato con testate giornalistiche locali, curando tra l’altro una rubrica radiofonica sull’emittente RC1 in Blu. In passato, ha svolto attività politica giovanile nell’ambito del centrodestra, ricoprendo incarichi di rilievo. Originario delle Marche, Vive e lavora a Roma.

Il libro. Le accuse di nazismo e fascismo. Gli anatemi dei sacerdoti di ‘frontiera’ durante la Messa della domenica, le condanne morali degli intellettuali tra editoriali e copertine. E poi l’assedio con la violenza e le minacce dei centri sociali durante appuntamenti pubblici. I fantocci impiccati e bruciati. L’attacco costante e febbrile a Matteo Salvini è diventato oramai il principale alito di esistenza di una sinistra che, nelle sue varie anime, ha fallito la propria missione sociale, ricondotta alla scommessa in un multiculturalismo ovunque disastroso. Rifiutata dal corpo elettorale, annebbiata dall’idolatria verso il feticcio dell’immigrato, rispolvera un ormai logoro mito della ‘Resistenza’ cadendo nella peggiore delle contraddizioni: predica apertura e indulgenza verso ‘il diverso’, ma inonda di odio cieco l’avversario politico, cui rivolge il più definitivo degli auspici: l’emarginazione pubblica, la distruzione politica e, desiderio recondito, quella fisica.