Verso la fusione tra la Picena Truentina e la Bcc di Castignano. Sarà la realtà più grande delle Marche

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ACQUAVIVA PICENA – Creare una banca sempre più importante in grado di accrescere ulteriormente il proprio ruolo per lo sviluppo economico e sociale del territorio. È questo, in sintesi, l’obiettivo al centro dell’analisi dei vertici della Banca Picena Truentina impegnati in questi ultimi mesi nel valutare i vantaggi di una eventuale aggregazione con la Bcc Picena di Castignano. L’aggregazione potrebbe portare al raggiungimento di una dimensione e una copertura territoriale importante, senza perdere quei valori di cooperativismo, solidarietà e localismo che sono alla base dell’esistenza stessa delle Banche di Credito Cooperativo. Un progetto che è perfettamente in linea con le indicazioni fornite dall’Unione Europea e dalla Banca d’Italia.

È stata avviata una fase esplorativa per verificare se ci sono le condizioni per un’aggregazione strategica tra le due banche. I due Consigli di Amministrazione hanno condiviso un percorso che è composto da alcune tappe fondamentali. È stata affidata alla KPMG Advisory SpA, primaria società di revisione, una “due diligence”, ovvero un’attività di valutazione dei dati delle due banche di credito cooperativo per verificare la convenienza dell’operazione. Se tale fase avrà un esito positivo sarà redatto il progetto di fusione che insieme ad un piano industriale saranno sottoposti all’approvazione dei rispettivi Consigli di Amministrazione delle due banche. Successivamente il progetto ed il piano dovranno avere l’autorizzazione della Banca d’Italia. Solo dopo il benestare dell’Autorità di Vigilanza si procederà a presentare il progetto alle Assemblee dei Soci delle due banche. Spetterà proprio all’Assemblea dei Soci, come organo sovrano, l’ultima parola in merito all’iniziativa. Il Presidente Aldo Mattioli informa che, “ad oggi, si è solo nella fase valutativa dei principali dati delle due BCC.”

Si tratta di costituire una delle più importanti realtà italiane del credito cooperativo e la più grande nelle Marche, a tutto vantaggio del territorio. Basti pensare che solo la Bcc Picena Truentina opera sul territorio delle provincie di Ascoli Piceno e Teramo con una struttura di diciotto filiali con 120 dipendenti ed oltre 2.700 soci e un patrimonio di 62,4 milioni di euro. “L’idea di iniziare a valutare tale percorso aggregativo – ha detto Aldo Mattioli presidente della Banca Picena Truentina – scaturisce esclusivamente dalla consapevolezza dell’opportunità di costituire un istituto di dimensione più ampie, con possibilità di incremento del business aziendale, cogliendo le opportunità che il mercato offre, così da assicurare un più forte sostegno alle comunità ed alle attività economiche delle rispettive zone di competenza territoriale. Si tratta quindi di una “unione strategica” e non “di necessità”, di un progetto che guarda al futuro, anche in considerazione delle linee guide dettate dal processo di riforma del credito cooperativo italiano.

Tale affermazione è confermata, per la Bcc Picena Truentina, dai primi dati di bilancio relativi all’esercizio 2016. “La nostra banca – ha detto il direttore generale Valentino Piergallini – proporrà alla prossima assemblea dei soci un bilancio lusinghiero con volumi intermediati in crescita e con un utile netto d’esercizio di circa 1,3 milioni di euro (rispetto ai 472 mila euro dell’anno 2015) dopo aver effettuato prudenziali accantonamenti per il credito anomalo. La Banca vanta inoltre coefficienti patrimoniali molto positivi e decisamente superiori a quelli della media del sistema bancario nazionale: in particolare il CET1 (Common Equity Tier 1), utilizzato come importante misura per valutare la solidità di una banca, si attesta al 15,20%” contro una media del sistema del 12,3%”.



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