Tavoli all’aperto per bar e ristoranti, i commercianti incontrano l’amministrazione per la proroga: “Pronti a pagare un contributo al Comune”


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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Al termine di un’estate che, in considerazione delle premesse, è andata oltre le più rosee aspettative, il comitato spontaneo dei commercianti che in pieno lockdown ebbe l’intuizione di consentire l’allargamento all’esterno di tavoli e sedie per abbassare il rischio di contagio da coronavirus. L’incontro servirà a fare il punto della situazione dopo i mesi estivi e anche a gettare le basi per la prosecuzione di quelle concessioni che tanto successo hanno avuto da maggio fino ai giorni nostri. «Siamo convinti – spiegano Pietro Canducci, Davide Portelli e Danilo Ottaviani, portavoce e rappresentanti dei commercianti – che quell’idea abbia portato a qualcosa che debba continuare, ma ora c’è il tempo di organizzare la sua prosecuzione». Non si tirano indietro e ammettono che sarebbe anche il caso che chi sta usufruendo di queste agevolazioni debba mettere le mani in tasca a pagare il contributo al Comune. Quattro mesi fa eravamo in improvvisa e piena emergenza, oggi abbiamo modo di organizzarci». Un’emergenza che il comitato, nato praticamente in maniera spontanea, aveva saputo leggere già all’inizio di marzo. Proprio il primo marzo scorso, quando le scuole erano ancora aperte e di lockdown ancora non si parlava, i commercianti di quel sodalizio iniziarono a chiedere un incontro con il Comune. Incontro avvenuto in video conferenza alla fine di aprile, il 27. E proprio nel corso di quel collegamento fu avanzata, dal comitato, l’idea di allargare gli spazi alla superficie esterna. «Quella scelta ha riscosso successo non soltanto in Riviera ma in tutta Italia – continuano i tre – ora occorre pianificare il tutto. Proseguire lungo questo percorso a nostro avviso significa anche organizzarsi nel migliore dei modi. La maggior parte dei locali che hanno utilizzato gli spazi pubblici lo hanno fatto spesso arricchendo piazzette e marciapiedi, ma ci sono alcuni che hanno realizzato delle soluzioni inguardabili. E quelle cose vanno assolutamente corrette per questo occorrono regole e controlli sul decoro». Dal Comune l’assessore al commercio Filippo Olivieri ha fatto sapere, nei giorni scorsi, che sta valutando la possibilità di prorogare fino a tutta la prossima estate quelle deroghe ricevendo anche il plauso delle associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti. Proprio quest’ultima associazione, per voce del presidente regionale Sandro Assenti, aveva manifestato l’appoggio e la soddisfazione per l’apertura a questa proroga. Parole che riempiono di orgoglio il comitato: «Siamo contenti che anche le associazioni di categoria abbiano capito che quella strada, tracciata in primavera, si sia dimostrata giusta». L’estate è effettivamente andata bene, guardandola dal punto di vista delle presenze. Sia a livello di turisti che di persone del posto. In tanti hanno riempito bar, ristoranti, pub ma anche alberghi e stabilimenti balneari. Una tendenza confermata anche dal presidente dell’Itb Giuseppe Ricci che si è detto soddisfatto della stagione che va a concludersi, nonostante i timori della vigilia generati dall’emergenza coronavirus. «Abbiamo avuto tante presenze, spesso anche per brevi periodi”, dice il presidente dell’Itb. “In qualche caso non siamo stati neanche capaci di ospitare tutti i turisti. Abbiamo dovuto spesso dire di no, eravamo pieni, di questo siamo rammaricati. Non lo dico solo io, è un’analisi che hanno fatto tutti i miei colleghi. Ci siamo visti e ogni volta abbiamo ribadito questo bel risultato». Ricci torna quindi indietro con la memoria: «Siamo davvero partiti nel peggiore dei modi, c’erano tante preoccupazioni, mille incognite e un mare di incertezze su quello che sarebbe accaduto nei mesi estivi. Il tempo è stato eccezionale; questo covid credo abbia fatto riscoprire l’Italia agli italiani. Mi auguro che abbiano apprezzato quello abbiamo offerto. Abbiamo operatori che hanno inventato il sistema di fare impresa, meritiamo la preferenza dei nostri turisti».


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