venerdì 1 Luglio 2022 – Aggiornato alle 16:45

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La pesca si ferma ma non a San Benedetto. I marittimi votano per il ritorno in mare: “Lo sciopero non ha senso”

Questa notte a San Benedetto i motori dei pescehrecci saranno riaccesi e domani si terrà regolarmente l'asta del mercato ittico
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Ventisette voti contro diciassette. E’ il risultato “elettorale” con il quale la marineria sambenedettese ha confermato la volontà di uscire in mare, la prossima settimana. Il porto, in buona sostanza, non si ferma e non seguirà lo sciopero che vedrà coinvolte altre marinerie di Adriatico e Tirreno e lanciato, giovedì, dall’associazione Marinerie d’Italia e d’Europa che fa capo al civitanovese Francesco Caldaroni. Nessuna delle marinerie aderenti all’iniziativa uscirà a pesca questa notte. San Benedetto invece si.

La riunione di ieri mattina ha infatti decretato la ripresa delle attività anche se questo non significa che i marittimi della Riviera delle Palme resteranno con le mani in mano. Lo spiega il presidente della Cooperativa Pescatori Progresso Giuseppe Pallesca: «Noi restiamo dell’opinione che fermarsi non risolve assolutamente il problema del caro gasolio a causa della guerra – spiega – ma è anche vero che le associazioni di categoria dovrebbero prendere in carico la situazione e tentare di gestire quello che sta accadendo». Per questo motivo Pallesca ha in programma un colloquio con la direttrice di Federpesca Francesca Biondi per conoscere quali siano le strategie in programma per arginare i danni di questo momento di crisi.

Nel frattempo, ad ogni modo, la marineria sambenedettese continuerà a lavorare. «Abbiamo deciso di uscire in mare tre volte alla settimana – spiega il presidente della cooperativa – e di continuare con le attività di pesca. L’ho detto in passato e lo ribadisco, con la situazione internazionale in corso la richiesta fatta al Governo è inesaudibile e per questo motivo non ha senso mettere in piedi questa protesta togliendo giornata di lavoro, e di paga, a tanti imbarcati che devono mantenere la famiglia. Andiamo avanti per pagare spese ed equipaggi e per garantirci il sostentamento. Non credo che la guerra, con tutte le sue conseguenze, possa durare ancora a lungo. Prima o poi finirà e allora si potrà tornare a lavorare su livelli normali. Fermarsi ora non ha alcun senso e non porterebbe a nessun risultato».

Dunque questa notte a San Benedetto i motori dei pescehrecci saranno riaccesi e domani si terrà regolarmente l’asta del mercato ittico. E sarà uno dei pochi porti in Adriatico a lavorare il che creerà immancabilmente tensioni con gli altri porti di Marche e Abruzzo.

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