mercoledì 7 Dicembre 2022
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Dodici milioni in campo per i prossimi tre anni. La Fondazione Carisap punta su sociale, cultura e salute

Presentati i dettagli del documento elaborato dall'Organo di Indirizzo. "Abbiamo ascoltato oltre 400 rappresentanti di enti, aziende e associazioni"
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ASCOLI PICENO
L’Organo di Indirizzo della Fondazione Carisap ha approvato il Piano Pluriennale 2023-2025 che definisce gli indirizzi, gli obiettivi e le linee strategiche per il triennio di riferimento. Un piano elaborato in seguito ad un lavoro di analisi del contesto socio economico e delle principali esigenze espresse dal territorio, al termine di un articolato percorso di ascolto, confronto e condivisione che ha coinvolto nei tavoli di approfondimento oltre quattrocento rappresentanti di enti pubblici, terzo settore, imprese e privati cittadini e dopo aver raccolto e analizzato le idee provenienti dalla comunità.

“Al termine di un impegnativo processo decisionale – ha spiegato il presidente della Fondazione Mario Tassi – l’Organo di Indirizzo ha deciso di gettare il fuoco oltre l’ostacolo. Nonostante l’andamento dei mercati finanziari ancora una volta la Fondazione risponde alla propria missione con uno sforzo davvero importante per continuare a sostenere la nostra comunità”.

In campo ci sono complessivamente quasi dodici milioni di euro che saranno utilizzati in diversi campi di intervento. Il primo che viene citato è quello dell’arte e di attività e beni culturali con una disponibilità di risorse di 2.130.000 euro.

A spiegare come siano state reperite le risorse è stato il segretario generale della Fondazione Carisap Fabrizio Zappasodi: “La Fondazione deve creare reddito e utilizzare quel reddito mettendolo a disposizione della comunità – ha spiegato -. Ci sono novità molto importanti in arrivo per quanto riguarda il patrimonio di questa realtà”. Tra queste la richiesta all’Agenzia delle Entrate di ridurre il carico fiscale: “Questo significherebbe riuscire a mettere sul territorio maggiori risorse”. Zappasodi ha parlato di un “piano ambizioso che ci vedrà tutti impegnati in una serie di attività, il tutto caratterizzato dalla solita trasparenza”.

In campo ci sono complessivamente quasi dodici milioni di euro che saranno utilizzati in diversi campi di intervento. Il primo che viene citato è quello dell’arte e di attività e beni culturali con una disponibilità di risorse di 2.130.000 euro.

Nei contenuti del piano è entrato il direttore dell’Area Strategica Marco Perosa: “Il primo concetto cardine di questo piano pluriennale è la sostenibilità perché il lavoro della Fondazione ha ragione di essere se le iniziative poi riescano a camminare da sole. Il secondo è la parità a tutti i livelli di partecipazione. Il terzo livello è quello dell’inclusività, un elemento che si lega con il sociale per il quale viene messa in campo la metà delle risorse”.

Infatti in campo per il volontariato, la filantropia e la beneficenza ci sono oltre 6 milioni di euro. Risorse verranno anche destinate al settore dell’arte e di attività e beni culturali con una disponibilità di risorse di 2.130.000 euro. E ancora: educazione, istruzione e formazione (circa un milione e mezzo di euro), quindi salute pubblica e medicina preventiva e riabilitativa (circa un milione) e lo sviluppo locale (1.350.000 euro).

La prima delle cinque aree di intervento citate nel Piano Pluriennale è quella relativa all’Arte e all’Attività e Beni Culturali. “La Fondazione – ha spiegato Perosa – investe da sempre sulla cultura come fattore strategico per la crescita spirituale, sociale ed economica del suo territorio di riferimento: è infatti convinzione radicata che, se le risorse storiche, artistiche e culturali espressione di una comunità sono opportunamente valorizzate, esse possono costituire un motore di sviluppo per la comunità stessa e creare nuova occupazione, anche giovanile. In questa prospettiva si colloca l’impegno della Fondazione per il triennio 2023/2025: un impegno volto all’ampliamento delle opportunità di crescita per tutto il suo territorio di riferimento, mediante il sostegno alle manifestazioni culturali, con particolare attenzione all’inclusione delle categorie fragili, e la valorizzazione di spazi e luoghi di cultura, intesi come strumenti di promozione del territorio, ma anche come sedi di attività educative, culturali, creative e sportive destinate, in particolare, al coinvolgimento dei giovani e dei soggetti fragili”.

Come detto grande importanza, in termini di risorse, viene data al terzo settore con il supporto alle iniziative di volontariato, filantropia e beneficenza. “Analogamente al resto del Paese, il territorio di intervento della Fondazione registra l’acuirsi delle disuguaglianze all’interno della propria comunità. La pandemia da Covid-19 ha provocato, oltre a gravi perdite umane, rilevanti conseguenze sul piano economico e sociale ancora non pienamente valutabili. Successivamente la guerra in Ucraina, la crisi energetica e le connesse spinte inflazionistiche hanno portato ad un ulteriore aggravamento delle situazioni di disagio economico che, nelle sue differenti declinazioni (povertà alimentare, disagio abitativo, etc.), colpisce strati sempre più ampi della popolazione, soprattutto tra le categorie più fragili, che vivono una povertà economica, a cui spesso si associa una povertà relazionale e di competenze. L’isolamento sociale forzato vissuto durante la pandemia ha fatto emergere la questione della solitudine e del bisogno di relazionalità, soprattutto per i soggetti che rischiano una situazione di “isolamento”, in particolare gli anziani soli, le persone con disabilità, i minori. Un altro tema è quello del disagio giovanile, spesso associato a fenomeni di isolamento e di abbandono scolastico, che sollecita l’azione coordinata dei diversi attori coinvolti (scuola, famiglia, Servizi sociali, non profit), con azioni volte non solo alla gestione delle problematiche, ma anche alla valorizzazione dei giovani con opportunità di crescita da offrire all’interno di spazi dedicati alla socializzazione, all’apprendimento e alla creatività. In tale contesto si rileva, come tratto costante, un divario crescente tra l’aggravarsi delle problematiche e la capacità di risposta del sistema pubblico, sempre più concentrato sulle situazioni emergenziali e con carenze crescenti nell’area della prevenzione. Dall’altro lato, il Terzo settore, da sempre impegnato nell’ascolto dei bisogni e nelle sfide sociali è chiamato – oggi più che mai – ad una profonda riqualificazione del proprio modo di operare con la necessità di una maggiore attenzione allo sviluppo di nuove soluzioni ai bisogni sociali, all’uso efficiente delle risorse, al consolidamento delle pratiche più efficaci operando ad integrazione delle azioni dell’operatore pubblico secondo il principio di sussidiarietà. Nel quadro delineato la Fondazione può mettere in campo le proprie risorse finanziarie e professionali a sostegno delle realtà del Terzo settore, ricercando – insieme al mondo del volontariato – nuove risposte alle emergenze sociali, monitorandone l’efficacia e valorizzandone le ricadute sul territorio”.

Terza area di intervento è quella incentrata su educazione, istruzione e formazione che prevede tre assi di intervento: il fondo per la Repubblica digitale, la scuola, i giovani, lo sport e l crescita delle abilità e l’alta formazione e lo sviluppo delle competenze.

Quindi la quarta area dedicata a salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa che si pone come assi di intervento l’assistenza specialistica domiciliare e di prossimità, le dotazioni sanitarie per gli enti del terzo settore e la prevenzione e l’innovazione tecnologica applicata alla salute. Ultima area è quella relativa allo sviluppo locale che viaggia su tre assi di intervento: favorire interventi di sviluppo sostenibile con particolare attenzione ai progetti a valere sul Pnrr. Quindi la creazione di nuove opportunità di lavoro anche attraverso la costituzione di una nuova agenzia e sostenere la riqualificazione delle professionalità. Infine il sostegno dello sviluppo territoriale attraverso progetti di recupero e valorizzazione delle risorse agricole forestali e agroalimentari. Tutti i dettagli e il piano completo sono pubblicati e reperibili sul sito www.pianopluriennale.it

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