venerdì 31 Marzo 2023
Ultimo aggiornamento 17:04
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Concessioni balneari, Cna Picena: “E’ indispensabile la proroga alle scadenze di fine 2023”

Balloni: "Le nostre imprese, autentico valore aggiunto per nostro territorio, non meritano di continuare a convivere con una serie di preoccupanti incognite che di certo non fanno il bene del Piceno"

ASCOLI PICENO. Con le concessioni balneari in scadenza il prossimo 31 dicembre 2023 e un dibattito pubblico e politico che si protrae ormai da mesi senza prospettive concrete per le centinaia di piccole e medie imprese direttamente coinvolte, sulla scia dell’impegno assunto a livello nazionale da CNA Balneari a tutela delle aziende turistiche, la CNA di Ascoli Piceno richiede formalmente alle istituzioni la concessione di una proroga dei termini originariamente fissati.

Oltre a tutelare diritti e interessi delle piccole realtà imprenditoriali a conduzione familiare che gravitano sulla costa picena e con le quali l’associazione territoriale di Ascoli ha instaurato nel tempo un tavolo di confronto, la proroga in questione consentirebbe di verificare il reale grado di disponibilità della risorsa balneare.

Dal punto di vista della CNA, infatti, dal controllo capillare delle spiagge e delle imprese italiane non potrà in alcun modo emergere la necessità di riassegnare le concessioni in essere, scongiurando così il rischio di sconvolgere la quotidianità professionale delle tante imprese della Riviera che da generazioni investono sul territorio e che ora, pur rappresentando un’autentica eccellenza turistica, si trovano a fare i conti con l’incubo Bolkestein.

Per questa ragione, la CNA di Ascoli Piceno individua nella concessione di una proroga lo strumento ideale per consentire alle imprese di continuare a svolgere la propria attività, fare investimenti e contribuire attivamente nell’ambito dell’offerta turistica di altissima qualità che ogni anno il Piceno e la fascia costiera propongono ai propri ospiti.

In ballo, d’altra parte, c’è il destino di un settore fondante dell’economia italiana, che coinvolge 30.000 concessioni demaniali marittime generando un effetto moltiplicativo da oltre 50 miliardi di euro, messo tuttavia in discussione dalla profonda incertezza normativa generata dalla revoca delle concessioni al 2033 disposta dal Consiglio di Stato, giunta a seguito di un’iniziale approvazione nell’ambito della legge Centinaio del 2018.

«Le nostre imprese, autentico valore aggiunto per nostro territorio, non meritano di continuare a convivere con una serie di preoccupanti incognite che di certo non fanno il bene del Piceno – sottolinea Francesco Balloni, direttore della CNA di Ascoli Piceno – bensì di grandi investitori ben lontani dal nostro tessuto economico e sociale. Ribadiamo l’esigenza di tutelare il modello esistente, in grado di fornire risposte più che soddisfacenti in termini di competitività e qualità, garantendo la dovuta stabilità alle imprese attive in un settore chiave della nostra economia».

La concessione di una proroga, peraltro, consentirebbe all`esecutivo di rinegoziare a livello europeo l`auspicata riforma del demanio, altro tema che negli ultimi mesi ha visto la CNA di Ascoli Piceno costantemente in prima linea.

«Dal dialogo quotidiano con i nostri imprenditori emerge la necessità di una riforma complessiva del demanio marittimo – afferma Arianna Trillini, presidente della CNA di Ascoli Piceno -. La mappatura del litorale e il censimento delle concessioni vigenti consentirebbero di pianificare al meglio gli interventi di tutela della costa, nel pieno interesse dei cittadini e delle attività commerciali. Dalle istituzioni attendiamo risposte celeri ed efficaci, che possano mettere gli imprenditori nelle condizioni di operare al meglio già in vista della prossima stagione estiva».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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