San Benedetto diventa capitale del “riuso”

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SAN BENEDETTO – Con l’adesione del Comune al progetto Prisca (pilot project for scale re-use starting from bulky waste stream) portato avanti dalla Commissione Europea, la città sarà dotata di un centro per il riuso di beni dismissibili.

Presso la sede della Picenambiente, in contrada Monte Renzo, verrà infatti allestito a breve un nuovo sito dove le persone potranno portare i loro oggetti usati e funzionanti che verranno reimpiegati e riutilizzati dagli altri cittadini. Una sorta di “negozio dell’usato”, per intenderci, gestito dall’associazione l’Occhio Riciclone, con il supporto della Cooperativa Hobbit.

“Questo progetto era stato inserito dal Comune nel programma di mandato – spiega l’assessore alle politiche ambientali, Paolo Canducci – e poi è arrivata l’iniziativa europea a cui la città ha aderito – siamo i secondi in Italia dopo Vicenza – e crediamo fortemente che rappresenti una scelta vincente per San Benedetto, per creare anche da noi un’economia circolare basata sul riutilizzo dei beni”.

I materiali usati che arriveranno al centro dovranno essere ovviamente in buono stato e funzionanti: i cittadini possono portare suppellettili, posate, libri, indumenti, oggettistica varia ma anche elettrodomestici. Il centro può essere utilizzato da tutti i cittadini che pagano la tassa sui rifiuti, e i beni possono essere portati direttamente in Contrada Monte Renzo oppure utilizzando il servizio di prelievo programmato della Picenambiente. Lo sviluppo del centro e il coordinamento delle attività spetta all’associazione Occhio Riciclone in collaborazione con la Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa.

“Questo centro sarà utile perché attraverso la riparazione e la reintroduzione dei beni che arriveranno ci sarà anche la possibilità di dare occupazione anche ad alcune persone”, spiega Sergio Trevisani, referente del Comune per il progetto Prisca. Ed è proprio nell’ambito lavorativo che si inserisce l’attività della Coop. Hobbit, da sempre impegnata nel reinserimento in società di persone svantaggiate e che, in questo caso specifico, avrà il compito di gestire i due ragazzi che lavoreranno part-time al centro.

“Noi ci impegneremo per garantire a questi ragazzi la possibilità di lavorare a lungo all’interno di questa nuova attività – spiega Canducci – vorremmo cercare di far crescere questo progetto senza utilizzare finanziamenti interni. Questo nuovo centro del riuso rappresenta un altro “virtuoso” tassello di una politica di gestione dei rifiuti che ha dato negli anni i suoi frutti, come nel campo della raccolta differenziata arrivata negli ultimi mesi al 64% in città”.