Teleriviera, un tesoro tra le mani: migliaia di vhs di proprietà del Comune. Ma nessuno lo sa

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un archivio sconfinato equivalente a circa 1500 videocassette raggruppate per argomenti. La storia di Teleriviera, lunga più di quindici anni, non è andata perduta e – aspetto più importante – appartiene interamente al Comune di San Benedetto.

Telegiornali, rubriche, manifestazioni culturali e sportive. Migliaia di ore di trasmissioni capaci di fotografare i magnifici anni ottanta e la prima metà dei novanta sono reperibili citofonando alla Fondazione Libero Bizzarri. Peccato che nessuno in città, tranne pochi intimi, ne sia a conoscenza.

Ad acquistare il prezioso materiale fu Paolo Perazzoli nel 1999. Con delibera di giunta del 26 ottobre, l’allora sindaco strinse un accordo con l’associazione sportiva Riviera Samb Volley di Roberto Ventura, che era al contempo anche l’amministratore dell’emittente sambenedettese.

La cessione partì da un presupposto: estinguere un debito di 16 milioni di lire accumulato dall’associazione nei confronti dell’ente, a seguito del mancato pagamento dei canoni per l’utilizzo degli impianti sportivi cittadini.

Ecco allora il compromesso. La giunta Perazzoli considerò vantaggiosa l’acquisizione dei vhs – poi girati alla Fondazione – ritenendoli “un bene di inestimabile valore culturale, mediante il quale possono essere perpetuate e valorizzate la storia di questa terra”. Negli anni però, l’investimento non è stato ottimizzato, col materiale dimenticato probabilmente in qualche stanzone impolverato.

Ad oggi non si conosce il contenuto del prezioso archivio, che andrebbe inoltre riconvertito in digitale per una eventuale proiezione pubblica. Calendario alla mano, si potrebbe spaziare dai gloriosi match della Samb al Ballarin all’inaugurazione del Riviera delle Palme, passando per il tragico rogo allo stadio del 1981, gli storici appuntamenti con la Tirreno-Adriatico, le varie edizioni del Carnevale e la drammatica alluvione del 1992.

Il palinsesto di Teleriviera proponeva tre edizioni quotidiane del telegiornale e innumerevoli rubriche, tra cui si ricordano “Spazio Donna”, “Occhio di bue”, “Controluce”, “Lunedì sport” e “Telemedico”. Direttore di rete fu per lungo tempo Novemi Traini, supportato da cronisti che poi si sarebbero imposti nel giornalismo locale come Eugenio Anchini, Marcello Iezzi e Pasquale Bergamaschi.

Restano da capire i motivi per cui il Comune e soprattutto la Fondazione Bizzarri non abbiano mai organizzato iniziative per la riscoperta di una memoria storica così vasta, ricca e soprattutto a costo zero.


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