Sit-In di Legambiente a Porto d’Ascoli contro le varianti: “Stop al cemento”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sit in di Legambiente per dire no all’ulteriore cementificazione del territorio sambenedettese.

La manifestazione si è svolta nella tarda mattinata di sabato a Porto d’Ascoli all’incrocio tra via Mare e via Scarlatti, proprio dove sarebbe prevista una delle sette varianti urbanistiche proposte al Comune.

Per quel che riguarda il progetto residenziale di Area Mare, l’Agenzia del Territorio ha alzato da 900 mila euro a 1,3 milioni il contributo straordinario da girare all’ente.

Il piano regolatore prevede in quelle aree la realizzazione di una scuola e un ostello, oltre ad un’abbondante quota di verde pubblico in entrambe le aree.

“L’Agenzia del Territorio non ha fatto altro che valutare la perizia dei proponenti e come aveva già fatto per la proposta di intervento della Nidis in area Brancadoro ha provveduto a ritoccare al rialzo i valori del contributo straordinario”, ricorda l’ex Sel Giorgio Mancini.

“La relazione di carattere finanziario precede, rovesciando qualsiasi logica o meglio abbracciando sola quella della valorizzazione delle aree, le valutazioni di carattere politico e quelle tecnico-urbanistiche che dovrebbero essere invece prioritarie. Spero di questo inizieremo a parlare prima o poi, e spero che l’amministrazione comunale prima o poi si esprima, dica la sua, senza remore e timori e con serietà. Partendo da una domanda: è giusto continuare a cementificare aree libere dall’edificazione per rispondere ad una domanda di case che in realtà non c’è?”.

Legambiente ha denunciato la maggior presenza di cemento rispetto al verde nella zona costiera marchigiana, con i manifestanti che hanno anche ricordato l’importanza del suolo nell’ambito della difesa dal dissesto idrogeologico e dalle sempre più frequenti ‘bombe d’acqua’ che i cambiamenti climatici stanno comportando.


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