Sanità, ancora tagli. Tra soldi tolti e finanziati manca quasi un milione di euro per il personale sanitario

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ASCOLI PICENO – «Tagli sul fronte sanità: la riduzione dei finanziamenti comporterà il peggioramento della qualità assistenziale e servizi sanitari, l’accorpamento di unità operative ed una parziale esternalizzazione degli stessi servizi». E’ il monito lanciato da Giorgio Cipollini, responsabile territoriale della Cisl Funzione pubblica provinciale. «Le varie disposizioni legislative a partire dal 2008 e le norme che hanno imposto la revisione della spesa in tutta la pubblica amministrazione – precisa Cipollini -, con particolare riferimento alla sanità, hanno imposto all’Asur Marche l’adozione di provvedimenti vincolanti di riduzione dei finanziamenti». Riduzione ha comportato, per l’Area Vasta 5, un taglio della spesa riservato al personale pari a 3 milioni e 800 mila, equivalente, in via indicativa, ad una riduzione di oltre 100 dipendenti da effettuarsi entro il 2020, con il conseguente deleterio peggioramento della qualità assistenziale e dei servizi sanitari, l’accorpamento di unità operative ed una parziale esternalizzazione degli stessi servizi.

«Un taglio assolutamente squilibrato e fortemente penalizzante per il territorio Piceno – aggiunge -. Di fronte a tale prospettiva le organizzazioni sindacali hanno promosso iniziative finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni, affinché venissero adottati efficaci provvedimenti per garantire la permanenza di un servizio sanitario pubblico confacente alla nostra realtà territoriale». Dopo il grido di allarme, gli incontri ufficiali e le iniziative di alcuni rappresentanti politici del territorio, infatti, il Governo Centrale, avendo riconosciuto la virtuosità delle Marche tra le pochissime a livello nazionale, ha riservato alla Regione una premialità di alcuni milioni di euro, la cui maggior parte, grazie alle iniziative enunciate, dovrebbe essere attribuita proprio alla nostra sanità Picena che da troppo tempo è rimasta penalizzata rispetto alle altre realtà regionali».

In sostanza il finanziamento straordinario all’Area Vasta 5 dovrebbe ammontare a circa 3 milioni di euro che andrebbero a compensare gran parte del taglio già programmato ed equivalente a 3 milioni 800 mila euro. «Se ciò dovesse concretizzarsi sarebbe scongiurato il pericolo del depauperamento della sanità pubblica, soprattutto locale – commenta -. La Cisl e la Rsu, da sempre sensibili e impegnate nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori del settore, nei prossimi giorni saranno fortemente protese a perseguire questo qualificante obiettivo in modo, tra l’altro, che possano essere prorogati, soprattutto nell’interesse del servizio, i quasi 200 dipendenti a tempo determinato, nonché si possa procedere alla copertura dei numerosi pensionamenti previsti». La Cisl e la rappresentanza sindacale unitaria terranno costantemente informati i cittadini e gli operatori della sanità sugli sviluppi derivanti dal confronto in atto che contempla, tra l’altro, il recupero dei tagli dei fondi al personale dipendente, previsti per oltre 850.000 euro, relativi agli straordinari, alle indennità per reperibilità, turni notturni e festivi. La Cisl e la Rsu sosterranno, inoltre, un serrato confronto con l’Asur e la Regione Marche. «Questo per conseguire il riequilibrio e la perequazione delle retribuzioni tra tutti i dipendenti dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale – conclude Cipollini della Cisl – attraverso la sottoscrizione del contratto collettivo integrativo, strumento obbligatorio e vincolante per conseguire questo doveroso, imprescindibile obiettivo».


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