Sala piena per “Librimblù”, l’opera di Benedetta Trevisani che parla del mare e dell’uomo

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sala piena per “Limbrimblu”, il libro della professoressa Benedetta Trevisani presentato, ieri pomeriggio, nella sede dell’Associazione Pescatori Sambenedettesi. Insieme all’autrice erano presenti il presidente dell’associazione I Luoghi della Scrittura e il consigliere regionale Fabio Urbinati. Il primo ha dialogato con l’autrice, il secondo ha portato il saluto del consiglio regionale che ha fatto pubblica l’opera.

“Librimblù” è una narrazione articolata in sedici racconti più un’appendice, diversi per significato e movimento narrativo, ma tutti ispirati al mare che conferisce il raccordo tematico di fondo. Da qui il titolo che è stato ripreso da uno dei racconti e fa riferimento al blu marino assunto come colore reale e simbolico di questo narrare. I testi per lo più rimandano ad ambientazioni adriatiche, volendo tuttavia rappresentare il mare nei suoi molteplici significati. Nel loro insieme, per elementi di superficie e implicazioni sottintese, esprimono in chiave reale oppure immaginaria aspetti della multiforme complessità marina.

Nei singoli racconti la rappresentazione del mare si risolve a volte in visioni di natura fantastica che alludono tuttavia a temi reali riferibili all’uomo nel contesto marino. Altre volte aderisce più direttamente agli aspetti della realtà, privilegiando in ogni caso la leggerezza di un immaginario che si ispira alla natura fluida dell’elemento acquatico. Così, ad esempio, in “S. come Serena…” con il tema di un’identità sempre fluttuante facile a smarrirsi nella complessità del mondo attuale; oppure in “Senza bollicine” dove la morte in mare che disperde i corpi evoca una dimensione fantastica affrancata dal tempo; o ancora nel racconto “La Rocca” in cui il passato e il presente entrano l’uno nell’altro, connettendo nella coscienza il tempo della vita e quello del ricordo.

Di fatto nel mare possono coabitare senza contraddirsi l’esperienza e il desiderio. Lì avvengono storie che sollecitano l’immaginazione senza perdere il senso della realtà che proprio nel mare trova non un confine, ma l’apertura verso la dimensione del possibile.
Nel territorio tra questi due poli si muovono le figure e si definiscono le situazioni dei vari racconti.


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