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“Regia modernissima” e “ascolti pazzeschi”. Ecco come l’Italia parlava della storica Tvp

Nel marzo 1980 il numero zero del settimanale Telepiù dedicò un lungo speciale all'emittente

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un viaggio nei ricordi, nella nostalgia, ma soprattutto nella storia del piccolo schermo. Se la Rai ha oggi mille rivali, con la sterminata offerta garantita da digitale terrestre e canali satellitari, ci fu un tempo in cui la tv di Stato operava in regime di monopolio.

Noi e solo noi. Fino agli anni settanta, quando le tv libere iniziarono a diffondersi a macchia d’olio sull’intera penisola. La prima in assoluto fu Telebiella, che nelle Marche ispirò la nascita di Telecavo Color, poi divenuta Tvp.

Tra le prime quattro televisioni private italiane, Tvp cominciò a trasmettere via cavo nel 1973. Tutto partì infatti con il cablaggio della città, quartiere dopo quartiere, in seguito alle prime sentenze dei giudici che riconobbero la legittimità del settore.

Un’avventura rivoluzionaria, alla quale il settimanale Telepiù dedicò un approfondimento nel suo numero zero, uscito in edicola nel marzo del 1980.

Venivano elogiati regia, “dotata di modernissime apparecchiature”, e dati d’ascolto che, in epoca pre-Auditel, venivano raccolti tramite indagine statistica condotta dalla Nielsen, che assegnava a Tvp “il 49% di ascolto dell’intera emittenza privata nelle Marche il 39% in Abruzzo”.

Il direttore era Novemi Traini, con Marcello Iezzi (nell’articolo veniva erroneamente usata la ‘J’) figura di punta della redazione, a tal punto da essere soprannominato ‘tenente Sheridan’ per la sua esperienza nel campo della cronaca nera. La penna del Resto del Carlino curava tuttavia anche la rubrica “Risponde l’esperto”, contenitore che vedeva coinvolti medici, avvocati e professionisti che davano suggerimenti al pubblico a casa.

I programmi venivano autoprodotti e acquistati all’esterno. In quest’ultima categoria rientrava a tutti gli effetti “Gran Bazar”, un mercato in cui svariate ditte mettevano a disposizione i loro prodotti a prezzi vantaggiosissimi. Per ‘bloccarli’ bastava telefonare in diretta. Ideato da Raffaele Pisu, il format venne rivenduto a molte emittenti, tra cui proprio Tvp.

Nacque in casa, invece il calciomercato, curato da un giovanissimo Remo Croci. “Fummo i primi – confidò qualche tempo fa il giornalista Mediaset – Giuseppe Valeri ebbe l’idea di raccontare il mercato e contattò il giornalista della Gazzetta David Messina. La sera, dalle 20 a mezzanotte, gli veniva chiesto un resoconto giornaliero che noi coprivamo con le immagini delle partite di calcio. Il vhs si spostava a fiducia, davamo 10 mila lire ai macchinisti che ci facevano il favore di trasportare il materiale girato. Fortunatamente arrivò sempre a destinazione”.

Gesta di un’epoca lontanissima, priva di cellulari, internet e social. E forse proprio per questo ancora più magica.

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