Movida e tavoli all’aperto. L’opposizione chiede di occupare i parcheggi, Chiodi d’accordo

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per la movida sambenedettese si va incontro ad un weekend decisivo. Qualora dovessero verificarsi nuovi assembramenti, l’amministrazione comunale potrebbe ricorrere al pugno di ferro, come ribadito dal sindaco Piunti durante la commissione congiunta commercio-urbanistica di giovedì.

“La situazione è ancora da tenere sotto controllo”, dice il primo cittadino che ha illustrato il regolamento di ‘emergenza’ che consentirà ai locali di recuperare all’esterno gli spazi negati dalle severe direttive legate al coronavirus.

Si potranno piazzare dehors, ombrelloni e pedane, anche a distanza di 100 metri, qualora non vi fosse disponibilità nel perimetro appena fuori l’ingresso. L’occupazione di suolo – valida fino al 31 ottobre – potrà essere ampliata fino a un massimo del 100%. Qui non si potrà svolgere nessuna attività di musica, mentre è consentito l’utilizzo di banchi mobili e elementi leggeri di arredo per l’esposizione delle merci, la vendita di asporto, la somministrazione di alimenti e bevande e lo stazionamento della clientela.

Tonino Capriotti chiede che in centro vengano usati i posti auto per lasciare spazio a tavoli e sedie. Eventualità però respinta con foga da Pierfrancesco Troli e Mariadele Girolami: “Bisogna pensare ai residenti, che pagano un abbonamento e non si sa dove andrebbero a parcheggiare. Senza dimenticare che la soluzione favorirebbe gli assembramenti”.

A sorpresa è Carmine Chiodi a riprendere i colleghi di maggioranza: “In questo momento vanno spronati i commercianti, si può anche rinunciare a qualche stallo per favorire una movida seduta. Se c’è la possibilità di posizionarsi senza creare confusione o pericolo, credo sia una cosa buona e giusta. E’ un indirizzo nazionale, non ce lo inventiamo noi. Se qualche attività ha questa necessità è giusto andargli incontro”.

Giorgio De Vecchis fa notare come sul lungomare, qualora gli chalet-ristoranti chiedessero di allargarsi, si creerebbero non pochi problemi sul fronte della concessione degli spazi. “Dove si metterebbero? Sulla spiaggia? Non credo, significa limitare il provvedimento solo al centro. In questo modo si creeranno figli e figliastri, con strutture che non avranno nemmeno una zona a 100 metri da sfruttare”. Perplessità che non trova risposte certe da parte del sindaco, che ammette: “E’ nostra intenzione non creare delle sperequazioni, pur sapendo che una disparità ci sarà per forza”.


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