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La torciata dei tifosi celebra i 100+1 anni della Samb. Capuano si commuove: “Dovete uscire dall’inferno della D”

Massi: "Fare il presidente qui non riempie il portafoglio ma il cuore". Zoboletti ricorda nonno Ferruccio: "Un punto di riferimento". Zerbini e Scandurra: "Vogliamo venire a vedere una partita in Curva"
Pubblicato il 5 Aprile 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Mantenere vivo il fuoco rossoblu. La Samb, nella serata di giovedì 4, ha festeggiato il suo 101esimo compleanno al Ristorante ‘Viniles’ di San Benedetto del Tronto. L’emozione di Eziolino Capuano – collegato telefonicamente -,  seguita dalle parole del presidente Vittorio Massi e dai ricordi. Tanti momenti storici raccontati dagli ex rossoblu, presenti alla serata.

Insieme al numero uno della società rivierasca, presenti anche il vice presidente Fausto Massi, il consulente Massimiliano Fanesi, i dirigenti Gigi Traini e Aldo Mosca, la notaia Maria Elisa D’Andrea e una rappresentanza di calciatori, composta da Nazareno Battista, Luca Sbardella, Vittorio Pietropaolo, Alessandro Zoboletti e Leonardo Pezzola.

Massi e Capuano

“Fare il presidente a San Benedetto non riempie il portafoglio, ma il cuore”: parola di Vittorio Massi. “Questo tifo è romantico. Ma quello che più mi colpisce, sono le lacrime di Eziolino Capuano“. Nel corso della serata, condotta e diretta da Gianni Schiuma, è  infatti intervenuto anche l’ex allenatore della Samb. “Ricordo benissimo quell’anno – dice Capuano – Mi fu tolto un sogno”. Il tecnico, oggi al Taranto (in Serie C), fa riferimento alla stagione 17/18, quando (nonostante il secondo posto) fu clamorosamente esonerato. “Il responsabile fu Franco Fedeli, assistito da qualche ‘consigliolo’. Spero che la Samb possa uscire da quest’inferno chiamato Serie D. Al più presto”.

L’emozione di Capuano è tangibile. E lo stesso torna a raccontare le sue gesta. “Non dimenticherò mai le corse sotto la Curva Nord dopo le partite con Fermana e Renate“. Gioie. Ma anche dolori. Indimenticabile il gol sbagliato da Alessandro Marchi nel corso della sfida contro il Padova, una partita che si sarebbe potuta rivelare decisiva. “Bellomo, posizionato dietro di me, mi strappò la maglia della tuta. Quella palla l’avevo vista in porta. Avrebbe cambiato tutto”. Prima di salutare, Capuano aggiunge: “Ogni volta che gioca la Samb – dice – guardo il suo risultato e quello delle concorrenti”.

E restando nel presente, ecco Alessandro Zoboletti, terzino destro rossoblu (29 presenze e 2 gol). Il 18enne, così come Fabrizio Roncarolo, è stato omaggiato di un pensiero visti i trascorsi dei rispettivi nonni. “Quello di nonno Ferruccio è un ricordo di affetto. È stato un punto di riferimento per me e la mia famiglia”.

Zerbini e Scandurra

Da un calciatore all’altro. Ecco Francesco Zerbini e Gabriele Scandurra, altri due volti storici che hanno indossato la maglia rossoblu. “I sei mesi a San Benedetto sono stati unici (stagione 03/04, ndr). Nessuna squadra mi è entrata nel cuore come lei. Il feeling con Scandurra? Unico”. Parola quindi a Scandurra, suo compagno di reparto. “Francesco era un grande giocatore, d’area di rigore. A livello umano ci siamo sempre più uniti. Adesso – conclude – con lui e tanti altri ex compagni ci stiamo organizzando per venire a vedere una partita. Magari in curva”.

Dal campo alla panchina. Parola anche a Ottavio Palladini, calciatore ed ex allenatore rossoblu. “Ho iniziato da ragazzino e sono arrivato in prima squadra”. Indimenticabile il campionato di Serie D vinto contro la Recanatese, nella stagione 12/13. “Purtroppo per varie situazioni non siamo riusciti ad andare nei professionisti. Ma ora spero che Massi possa riportare la Samb dove merita”.

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