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La rabbia dei balneari: “Pronti a scendere ancora in piazza. Il nostro futuro è oscuro”

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“Noi imprenditori balneari siamo pronti a scendere ancora in piazza per difendere i nostri diritti e per difendere il futuro nostro e, quindi, del settore così importante della nostra economia”. A lanciare l’avvertimento è l’Itb che, per voce del presidente Giuseppe Ricci, esprime tutto il suo malcontento per la situazione relativa all’annosa questione del rinnovo delle concessioni balneari.

Nelle parole di Ricci ci sono rabbia e preoccupazione: “Il futuro, dopo i disastri provocati dai nostri politici ed amministratori, è quanto mai oscuro. Tutto cancellato da false promesse e tutto il nostro lavoro finirà con delle aste che non vinceremo. E’ ora di dire basta. Deve essere fatta una scelta: se applicare le nostre normative o quelle imposte da Bruxelles, sapendo però che le normative europee uccideranno il nostro turismo balneare che da solo genera il 10 per cento del Pil nazionale”.

La battaglia ormai va avanti dal lontano 2006: “La situazione resta complicatissima. Grande è la confusione sotto il cielo, ma grande è anche lo sconforto di migliaia di imprenditori che non sanno più che fare. Da allora ad oggi di soluzioni ne abbiamo proposte, ma quindici anni e dieci governi non sono bastati a far capire alla nostra classe politica che sarebbe bastato concedere le aree ormai urbanizzate delle nostre strutture agli attuali imprenditori turistico-balneari per risolvere tutti i problemi. Fosse stato così, lo Stato avrebbe fatto cassa, gli imprenditori avrebbero avuto certezza di un futuro.

La speranza resta quella di una estensione delle concessioni balneari fino al 2033. “Si saprà solo tra due mesi il parere del Consiglio di Stato, fermo restando che la cosa più probabile sarà il rinvio alla Corte di giustizia europea”.

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