La partita al Ballarin di Pasolini in onda su Sky. Lunedì sarà trasmesso il documentario girato a San Benedetto da Viozzi

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Lunedì 2 novembre alle 21.15 e alle 23.50 su Sky Arte andrà in onda il documentario “L’Ultima partita di Pasolini” girato interamente a San Benedetto dal regista Giordano Viozzi. Il documentario racconta la sfida tra le Vecchie Glorie della Samb e la Nazionale Artisti capitanata da Pasolini vuole descrivere anche il contesto locale e nazionale di quel periodo: è il 14 settembre 1975 e quell’anno sembra fungere da spartiacque nella storia del dopoguerra italiano. Nel documentario compaiono Ninetto Davoli, Fabio Capello, Giorgio Bracardi, Bruno Filippini e alcune vecchie glorie rossoblu che giocarono quella partita (Fanesi e Villa su tutti).

Il 14 settembre 1975 Pier Paolo Pasolini gioca la sua ultima partita di calcio prima di morire in quel tragico 2 novembre. Lo fa a San Benedetto del Tronto, dove il suo amico Ninetto Davoli soggiorna dopo aver girato il film “Il vizio ha le calze nere”. Il documentario parte dalla meticolosa ricerca del filologo Francesco Anzivino e ripercorre quella partita tra Vecchie Glorie della Sambenedettese e Nazionale Artisti, che per l’occasione sfoggia la nuova divisa ideata da Livio Lozzi. Una storia che si dipana tra sosia di Yul Brynner, lungomare cementificati, nuclei armati delle Brigate Rosse e un senso di sconfitta che aleggia sul principale protagonista di quella partita, sulla città che lo ospita e sulla nazione intera.

“L’ultima partita di Pasolini” parte da un incontro di calcio per raccontare un periodo storico molto importante per l’Italia intera, con le sue contraddizioni e le sue tragedie, e per racontare un aspetto del poeta e regista friulano apparentemente frivolo e giocoso, ma che ci permette al contempo di conoscere ancora meglio questa figura così importante per il ‘900 italiano. Il film annovera la presenza di Ninetto Davoli e Fabio Capello, Giorgio Bracardi, Massimo Raffaeli, Giovanni Bianconi, Emidio Clementi, Pierpaolo Capovilla, Valerio Piccioni, Livio Lozzi, Bruno Filippini. Realizzato col sostegno della Marche Film Commission, il documentario ha avuto una lavorazione lunga 5 anni.


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