La città celebra le Forze Armate: “Quella Guerra non risparmiò nessuno. Grazie a chi da sempre vigila su di noi”. FOTO

Celebrazione Forze Armate 2018
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La città di San Benedetto ha celebrato la ricorrenza del IV Novembre, festa delle forze armate con il sindaco Pasqualino Piunti e una delegazione di forze dell’ordine, impegnate a rendere omaggio al monumento ai Caduti della Grande Guerra e nella sede dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.

“E’ un anniversario particolare – ha spiegato il sindaco – siamo a 100 anni esatti dalla fine della Grande Guerra e dalla vittoria della battaglia del Piave. E’ un momento importante per rinnovare il nostro grazie e rivolgere un commosso pensiero a tutti quei ragazzi, molti giovanissimi (ricordiamo i ragazzi del ’99), che diedero tutto di se stessi, in tanti casi purtroppo la vita, per affermare il diritto dell’Italia ad avere i territori che gli spettavano ma soprattutto per riconquistare, dopo la disfatta di Caporetto, un ruolo prestigioso nel consesso internazionale”.

Piunti ha ricordato anche come quella guerra non risparmiò nessuna città e nessuna famiglia. “In ogni comune, anche il più piccolo – ha detto – c’è un monumento eretto a ricordo dei concittadini caduti, a dimostrazione di come la Grande Guerra sia stata un evento tragico di un intero popolo. Se oggi viviamo in un consesso civico pacifico, in una dimensione europea che, pur con tutte le difficoltà che conosciamo, resiste nell’intimo sentimento della maggioranza dei cittadini europei, ad esempio dei nostri ragazzi quando varcano la frontiera per studiare o lavorare, lo dobbiamo anche al sacrificio di quei ragazzi di 100 anni fa”.

“E vorrei abbinare questo grazie – ha proseguito il primo cittadino – a quello che rivolgiamo alle nostre forze armate, composte da donne e uomini che, negli anni, hanno cambiato profondamente il modo di servire l’Italia: dalla difesa dei confini, dallo scontro con eserciti nemici, oggi le forze armate sono forze di pace, di controllo del territorio, di supporto alle popolazioni colpite da calamità naturale, di interposizione tra schieramenti in Paesi lontani. Il loro posto nel cuore di ogni italiano non è cambiato, è cambiato solo il modo con cui li vediamo starci al nostro fianco. Vedere soldati e soldatesse per le nostre strade non fa paura, come purtroppo accade ancora in tanti Paesi dove la democrazia è fragile, mette tranquillità e dà senso di protezione. Ed è una conquista non da poco, se ci pensiamo bene”.


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