La Ciip: “A Porto d’Ascoli l’acqua è potabile. Mese di ottobre meno piovoso degli ultimi vent’anni”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La nostra acqua è potabile, abbiamo le analisi che confermano quello che diciamo”. Il presidente della Ciip Giacinto Alati torna a rassicurare la cittadinanza di San Benedetto sulla qualità dell’acqua che arriva nei rubinetti di casa.

“La responsabilità penale è la mia, il primo interessato sono io – prosegue Alati – San Benedetto è una città turistica e non si può gridare ai quattro venti che tutto è un disastro”.

Sul fronte delle risorse idriche la situazione è delicata. Dal 2017 è attivo uno stato di codice rosso aggravato dal sisma che ha colpito il centro Italia. Ad esempio, dopo il terremoto di tre anni fa dalle sorgenti di Forca Canapine non esce più acqua. C’è poi il discorso legato alla siccità, con il mese di ottobre che è stato considerato il meno piovoso degli ultimi vent’anni.

La preoccupazione maggiore riguarda i disagi che hanno colpito la zona di Porto d’Ascoli. L’acqua erogata proviene dal pozzo di Fosso dei Galli. “L’impianto è tecnologicamente avanzato e controllato”, assicura la Ciip. “Le analisi sono continue e abbiamo avviato una campagna di controlli più fitti per far stare tranquilla la popolazione Di lamentele ne abbiamo una enormità. L’acqua ha caratteristiche oligominerali diverse da quella dei Sibillini, ha un sapore diverso ma è assolutamente potabile”.

Inevitabili le contestazioni da parte dell’opposizione (“la scuola Alfortville è costretta ad acquistare le bottiglie d’acqua per la mensa”, ricorda Valerio Pignotti), che però vengono immediatamente stoppate da Alati: “Abbiamo il dovere di non creare falsi allarmismi, occorre una collaborazione diversa. La Ciip è una grande azienda, fare scandalismo è sbagliato. A Porto d’Ascoli stiamo facendo di tutto e di più. La nostra preoccupazione è fornire acqua potabile che non imbratti l’immagine di San Benedetto, stiamo lavorando alacremente per limitare i disagi. Se l’acqua viene giù gialla fatela scorrere per un po’”.


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