Indumenti alla Caritas, in tanti hanno risposto all’appello. Ecco come funziona la raccolta dei vestiti

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Attiva in città da oltre quarant’anni, la Caritas diocesana è un organismo pastorale che provvede all’assistenza di decine di bisognosi, grazie ad una rete di volontari i quali – collaborando con i sacerdoti locali – si impegnano ad offrire sostegno a chi non può permettersi beni primari come cibo, indumenti o addirittura un posto per dormire. Per comprendere meglio le dinamiche che intercorrono in quella che è ormai un’istituzione della solidarietà abbiamo parlato con Marco Sprecacè, uno dei responsabili della struttura, che ha subito sottolineato come l’appello pubblicato lo scorso 17 gennaio sulle nostre pagine abbia riscosso successo: «C’è stata una buona risposta da parte della diocesi e della cittadinanza, possiamo davvero essere orgogliosi della grande generosità dimostrata dai sambenedettesi. Molte persone sono accorse nella sede di Via Madonna della Pietà per donare gli indumenti da uomo di cui avevamo bisogno, e addirittura il Liceo Classico Leopardi ha organizzato una raccolta di vestiti e medicinali, i quali ci sono stati poi consegnati durante l’Assemblea d’Istituto cui siamo stati invitati anche per parlare di solidarietà». 

In che modo viene gestita la raccolta dei vestiti usati e la loro distribuzione a chi più ne ha bisogno?
La raccolta si effettua in primis tramite i cassonetti gialli, diffusi su tutto il territorio comunale, in cui i cittadini possono portare i propri indumenti usati che poi vengono presi in carico dalla ditta Nicoletti, la quale – tramite uno stoccaggio – rimette in vendita i capi in buono stato nei mercati in via di sviluppo e ricicla quelli che non possono essere riutilizzati. Noi della Caritas non ci occupiamo direttamente di questo tipo di raccolta, ma una parte del ricavato viene donato al nostro “braccio”, l’associazione ONLUS Santa Teresa D’Avila. Nella nostra struttura invece – poiché non abbiamo un servizio di lavanderia, oltre che per salvaguardare la dignità delle persone che li richiedono – raccogliamo soltanto i vestiti in buono stato e li consegniamo direttamente a chi ne ha bisogno, a seconda della disponibilità. 

Quando è possibile portare vestiti usati presso la vostra struttura?
Raccogliamo indumenti il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12, per poi distribuirli il lunedì, il mercoledì e il venerdì allo stesso orario, sempre presso la sede di San Benedetto sita in Via Madonna della Pietà 111. Per evitare che questi vestiti vengano in seguito rivenduti, cerchiamo di centellinare le quantità e di individuare coloro i quali ne hanno davvero bisogno. Se qualcuno avesse dubbi sul nostro operato, può in ogni momento venire ad osservare direttamente qui in Caritas, e magari attivarsi come volontario: un aiuto è sempre ben accetto. Talvolta capita di sentire voci o di leggere commenti critici nei nostri confronti, ma noi per fortuna continuiamo ad assistere a tanti gesti concreti: fa piacere, in una società incattivita, essere testimoni di una solidarietà così forte.

Com’è la situazione povertà nella nostra zona? È possibile tracciare un bilancio dell’anno appena concluso?
I dati annuali di Caritas Marche vengono diffusi in primavera, quindi non siamo ancora in grado di affermare con precisione se il 2018 sia stato un anno positivo o meno in questo senso. Non siamo allarmati, ma ci sono state molte richieste di aiuto da parte della popolazione, soprattutto nelle ultime settimane. Fra le altre cose, abbiamo a disposizione anche un poliambulatorio che dà sostegno a chi necessita di cure, grazie al prezioso lavoro di medici e odontoiatri volontari. Anche se non abbiamo a disposizione i dati ufficiali, la richiesta c’è – e non solo come alcuni pensano da parte di immigrati, ma anche di molte famiglie italiane che hanno bisogno di aiuto: in questi casi, spicca il grande lavoro capillare svolto dalle Caritas parrocchiali, che entrano in contatto con i diretti interessati mantenendo il pudore necessario in determinate situazioni. Ovviamente la Caritas può avviare buone prassi, ma non si può sostituire alla politica o allo Stato. Le richieste sono aumentate anche a causa dell’emergenza freddo: durante l’anno abbiamo una media di 50-60 utenti quotidiani, mentre nel mese di gennaio siamo arrivati a 75-80. Offriamo anche un servizio mensa, che garantisce il pranzo, mentre la cena viene offerta ai senzatetto che si rifugiano presso la nostra sala polivalente: ne ospitiamo una decina, mentre altri sette vengono affidati all’Associazione Ora et Labora. La nostra struttura è inadeguata per un servizio del genere, quindi ne approfitto per lanciare un appello: aiutateci a trovare uno spazio adeguato alle nostre esigenze. In attesa di una nuova sistemazione, è comunque bello vedere scene di solidarietà e integrazione: gli immigrati della casa d’accoglienza, ad esempio, aiutano i nostri volontari a preparare la cena contribuendo ad una grande rete di solidarietà che conta oltre 100 volontari, a cui si aggiungono i parrocchiani che operano anche all’esterno. Quella materiale non è l’unico tipo di povertà, esiste anche quella morale che forse è peggiore: le porte della Caritas sono aperte per tutti.


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