Incredibile ma vero, la Formula Uno contro la gara dei canotti di San Benedetto. “Non usate il marchio Grand Prix”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Formula Uno contro il Canotto Grand Prix di San Benedetto. Detta così può sembrare senza senso eppure, il senso, c’è eccome. Ed è sotto forma di una lettera inviata dallo studio legale romano che cura, per quanto riguarda l’Italia, gli interessi del maxi-carrozzone della Formula Uno. Una lettera di diffida nella quale lo studio legale invitava l’associazione Genius Loci, che organizza l’evento, a non utilizzare la dicitura “Grand Prix” nella denominazione della goliardica gara per canotti che, lo scorso anno per la prima volta, era andata in scena tra la spiaggia e la riva del mare di San Benedetto. Una manifestazione riuscita talmente tanto che gli organizzatori, in primis il presidente onorario Marco Calvaresi, quando qualche mese dopo hanno iniziato a pianificare l’edizione 2019, hanno fatto richiesta per depositare il marchio “Canotto Grand Prix”.

Una richiesta che non è passata inosservata visto che, qualche giorno dopo è arrivata, agli organizzatori, una lettera della Formula One Management Limited. O meglio una missiva dallo studio legale che ne cura gli interessi in Italia nella quale veniva esplicitato il divieto di utilizzare quel tipo di denominazione dal momento che il campionato mondiale di Formula Uno è costituito da più gare identificate, come noto, proprio dal nome “Grand Prix” unita all’indicazione del luogo in cui si svolge la gara.

Insomma il goliardico “Canotto Grand Prix” ha messo in moto la reazione di un vero e proprio colosso internazionale che nella lettera invita a «ritirare immediatamente la domanda di marchio». Una lettera che ha letteralmente spiazzato Calvaresi che si è trovato a leggere quelle righe con una certa preoccupazione ma, sotto sotto, anche con un po’ di soddisfazione. «Quando ti scrive un colosso come la Formula Uno per una vicenda del genere non sai cosa pensare – spiega -. Ho subito chiamato lo studio legale e abbiamo chiarito la situazione. La competizione, ovviamente, cambierà nome». Ma una volta chiarita la situazione non è mancata la soddisfazione di essersi sentito, per qualche ora, “concorrente” della Formula Uno: «Paragonare i canotti della gara che ci siamo inventati – spiega sorridendo – alle miliardarie macchine di Formula Uno non è cosa da tutti i giorni. Scherzi a parte è evidentemente un segno che dobbiamo andare avanti con questa iniziativa che torntà anche quest’estate». Ovviamente, il nome “Grand Prix” sparirà dall’intestazione.


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