Il pontino è chiuso. Viva il pontino

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella città dove si aprono porte sante inutilmente costose, è con economici cancelli che si chiudono passaggi pedonali. Di notte, e solo di notte, arriverà la chiusura del pontino lungo. La resa è firmata dalla città di San Benedetto, la bandiera bianca l’ha issata ieri l’assessore Filippo Olivieri che ha annunciato, con un certo orgoglio, la soluzione finale. La drastica chiusura (notturna) di uno storico viadotto che ha consentito ad almeno tre generazioni di passare, con una manciata di falcate, dal centro al porto. E viceversa.

Siamo certi che, chi di notte dovrà raggiungere una delle due aree, sarà bravo a farsene una ragione, allungare il tragitto e raggiungere il non lontanissimo sottopassaggio di via Fiscaletti. Ma, consentitecelo, la decisione di chiudere quel pontino è una specie di piccola grande resa. La guerra al degrado, egregiamente portata avanti dall’amministrazione Piunti, forse sta un po’ prendendo la mano agli amministratori. Giusto potare le siepi dei parchi, esagerato falciare un’intera area pubblica.

Se un assessore insultato per aver tentato di “moralizzare” i vu cumprà del pesce e un pugno in faccia ad un malcapitato anziano (al quale va tutta la nostra solidarietà) bastano a determinare lo sfratto notturno dei cittadini da un loro spazio, c’è qualcosa che non va. La lotta al degrado significa rendere la città più vivibile, non chiuderla. La resa del pontino lungo suona come la scelta della strada più semplice che, come diceva uno, raramente è quella giusta. E sorvoliamo anche sul fatto che tutti gli episodi “incriminati” sono avvenuti di giorno e all’esterno del tunnel.

Proclami e demagogie, quando si è chiamati a prendere decisioni per la collettività, vanno lasciate sui banchi dell’opposizione e di azioni plateali, questa città, se ne fa poco o nulla.

Il pontino è chiuso. Viva il pontino.

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