Coronavirus, appello degli esercenti al Comune: “Tavoli e gazebo in strada per garantire il distanziamento”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se questa estate bar e ristoranti riuscissero a riaprire, gli esercenti vorrebbero poter contare sulla possibilità di posizionare tavoli distanziati. Motivo per cui si chiede all’ente di ragionare sull’eventualità di pedonalizzare, anche per fasce orarie, diverse vie del centro a basso scorrimento e si consenta una maggiore possibilità di occupare suolo pubblico, a partire da laddove si sia su zone pedonali. “Una soluzione tampone, che duri almeno per la stagione estiva, così da tutelare la clientela e gli operatori durante la fase di emergenza: pedonalizzare vie scarsamente trafficate e consentire maggiore occupazione laddove non fosse possibile chiudere al traffico potrebbe essere un piccolo palliativo alle evidenti perdite che la categoria tutta rischia di dover fronteggiare, ma a costo zero per il Comune”.

A parlare è Alessandro Marini, presidente della Fiepet-Confesercenti che guarda con preoccupazione alla cosiddetta fase due. “Sono tantissimi i piccoli bar che vivono di colazioni al bancone, aperitivi in piedi o lavorano principalmente la sera con una clientela giovane, spesso in pochi metri di occupazione di suolo pubblico e i piccoli ristorantini che spesso hanno pochi posti a sedere grazie a qualche tavolino: questi, che a San Benedetto sono tantissimi, con l’attuale status quo non riusciranno a rispettare le prescrizioni sull’ormai celebre metro e mezzo di distanza, rimanendo tagliati fuori dalla possibilità di poter lavorare in tranquillità nonché da qualsiasi tipo di aiuto economico statale”.

Spiega Marini: “Abbiamo qualche giorno fa chiesto un intervento all’amministrazione affinché si adoperi per l’eliminazione e la riduzione dei tributi locali, visto che la sospensione comporterebbe solo uno spostamento delle cartelle e confidiamo che questo appello venga riportato nelle sedi più opportune, come l’Anci. Tra l’altro dalla moratoria delle rate dei mutui si libererà oltre un milione di euro, sono risorse immediatamente disponibili. Ma la proposta che ci sentiamo di lanciare, in questa fase di timore e incertezza è un’altra: molti di noi cercheranno di intercettare la liquidità messa a disposizione dalla Regione Marche e dal Governo centrale, indebitandoci, quindi, per sopravvivere e sostenere i costi fissi quali affitti e utenze, ma abbiamo bisogno di sapere che potremo operare, seppur stravolgendo il nostro lavoro”.

La proposta arriva dopo mesi di polemiche in merito al nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico che sarebbe dovuto approdare in consiglio comunale in primavera. Il coronavirus però ha stravolto piani e priorità.Tra le aree citate da Marini per l’esperimento ci sarebbero Piazza Ancona, Piazza Pazienza, via Mentana, via Montebello, piazza Bice Piacentini e tante altre zone della città: “Al di là dei proclami sulle varie fasi e le loro sempre più disparate date che ben poco ci appassionano, le preoccupazioni dei titolari e dei loro dipendenti sono reali e sapere che, nonostante le mille difficoltà , potremo provare a sopravvivere sarebbe già tanto. Ci permetterebbe di organizzarci sui DPI e la cartellonistica necessaria, di trovare soluzioni che garantiscano il distanziamento e di guardare con maggiore serenità al futuro, che oggi appare incerto e preoccupante


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