Confesercenti: “L’estate sarà un flop. Giusto sospendere i tributi locali”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La stagione estiva rischia di essere un mezzo flop”. L’analisi di Confesercenti è piena di realismo e la convinzione è quella di un’emergenza coronavirus che lascerà vistosi segni nelle attività produttive del territorio.

“In questo clima di incertezza e dove una possibile ripresa sembra sempre rinviata a data da destinarsi, sicuramente rappresenta una buona notizia la sospensione dei tributi locali, così come avevamo richiesto a gran voce al sindaco”, dice il responsabile Fiepet, Alessandro Marini.

“Un primo passo importante, che pur rappresentando una gocciolina in mezzo al mare, non può che essere accolto positivamente. Moltissimi comuni hanno già provveduto in tal senso, tanto da arrivare a sospendere o ad eliminare del tutto i tributi relativi ad occupazione del suolo pubblico o rifiuti per i mesi di chiusura forzata o per tutto il 2020. San Benedetto ha intanto provveduto a sospendere i pagamenti, confidiamo che si tratti solo di un primo passo”.

Marini elenca le difficoltà della categoria: “I costi fissi tra cui gli affitti dei locali -ai quali i proprietari se non in pochissimi casi sembrano voler rinunciare, fosse anche solo in parte- e le utenze continuano a gravare la categoria che però non sempre riesce a farvi fronte: il decreto di aprile che dalle parole del Governo sarà dedicato al mondo del lavoro dovrà assolutamente dare risposte concrete e non limitarsi alla mancia dei 600 euro di cui ancora non vediamo traccia, tra l’altro. Siamo di fronte alla crisi più grande dal dopoguerra e dobbiamo essere in grado di affrontarla con tutti gli strumenti necessari che le istituzioni, a tutti i livelli, possono e devono metterci a disposizione: è necessario comprendere che questa emergenza colpisce le imprese in maniera differenziata e che le risposte messe in campo non possono essere generalizzate e uguali per tutti. Gli esercizi pubblici sono ormai chiusi da settimane e, comunque, non lavorano a pieno regime da molto più tempo. Gli imprenditori, le loro famiglie e quelle dei loro dipendenti hanno visto sparire all’improvviso la propria fonte di sostentamento e necessitano di misure più puntuali, che sappiano fronteggiare anche i mesi a venire. Perché rimandare le cartelle all’inizio dell’estate, per chi vive di turismo, proprio quel turismo che è fermo e non sappiamo quando ripartirà vista l’emergenza globale, è un piccolo palliativo”.


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