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Cabine elettriche in via Dandolo, scatta la petizione. Ma il comune conferma: “Resteranno lì, il progetto è vecchio e ci sono le autorizzazioni”

Prosegue la protesta per la decisione di ubicare sulla strada tre container previsti nell’ambito dei lavori di sistemazione della rete fognaria della zona nord della città. L'assessore: "Impossibile spostarle a ovest della ferrovia"
Pubblicato il 28 Maggio 2024

di Massimo Falcioni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Prosegue la protesta dei residenti di via Dandolo per la decisione di ubicare sulla strada tre cabine elettriche previste nell’ambito dei lavori di sistemazione della rete fognaria della zona nord della città. Un impianto che si allunga per circa 15 metri apparso alla metà dello scorso aprile, all’interno di un cantiere che invece è attivo dalla fine del 2021.

“In quarantotto ore abbiamo raccolto oltre cento firme e inviato una Pec all’amministrazione comunale chiedendo l’accesso agli atto, un incontro e chiarimenti in merito all’avanzamento dei lavori e alla delocalizzazione delle cabine”, informa Salvatore Pesce, uno dei residenti della zona.

Le cabine ospitano un trasformatore dell’Enel e un gruppo elettrogeno e servono a spingere le acque fognarie in caso di forti nubifragi. Tuttavia, vengono considerate altamente impattanti. “Nonostante diverse segnalazioni all’Azienda sanitaria territoriale e ai Vigili urbani, non abbiamo ancora nessuna notizia da parte dell’amministrazione”, prosegue Pesce, che spiega come gli abitanti abbiano rilevato presunte difformità nell’esecuzione dell’opera: “Pare infatti esserci un problema nelle quote, che comporta una modifica sensibile alla geometria del marciapiede e alla strada, e nonostante ciò l’elemento prefabbricato di fondazione delle cabine resta scoperto ingenerando una maggiore altezza delle cabine stesse che eccede di gran lunga le tolleranze ammissibili. A questo punto diventa doveroso un incontro con i cittadini coinvolti per chiarire definitivamente la posizione dell’ente in merito all’opera che si vuole”.

Le parole dell’assessore

Dal fronte dell’amministrazione interviene però l’assessore ai lavori pubblici Tonino Capriotti: “Il progetto è molto vecchio e nel tempo ha ottenuto più autorizzazioni – puntualizza – ci fu una conferenza dei servizi e tanti enti vennero coinvolti. L’autorizzazione finale risale al 2018. I ritardi che sono seguiti sono dipesi dall’esplosione della pandemia”.

Il vicesindaco conferma che i container rimarranno dove sono collocati ora: “Contengono le pompe e i generatori. Spingono l’acqua verso il mare ed eviteranno eventuali allagamenti di via Marsala e via Colombo. Sono stati destinati lì fin dal primo momento, non è una storia recente”.

I contestatori ipotizzavano un possibile spostamento ad ovest della ferrovia. Ma pure in questo caso Capriotti gela ogni speranza: “Ci fu un parere delle Ferrovie. Non credo si possa fare perché ci sarebbe il problema di spingere l’acqua sotto ai binari. I rumori non dovrebbero essere un problema, dato che gli impianti si attiveranno solo in caso di necessità. In caso contrario rimarranno spenti. Quando saranno accesi ci sarà il rumore della pioggia, che presumo sarà più rumoroso dei container”.

Infine, sulla richiesta di un confronto coi cittadini, l’assessore taglia corto: “La storia è datata. Il progetto cominciò quando c’era Gaspari e venne autorizzato con Piunti. Noi lo stiamo semplicemente ultimando. Se non ci fosse stato il covid, sarebbe già terminato”.

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