Ballarin, Beni: “E’ come un vecchio che sta morendo e ti chiede aiuto. Ha dato lezioni di civiltà in tutta Italia”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Ballarin “come un vecchio che sta morendo che ti chiede aiuto”. Il paragone è opera di Paolo Beni, che in quello stadio ci ha giocato per quasi diciotto anni e oggi lo vede sventrato e parzialmente abbattuto.

“Ci fa un effetto strano – dice l’ex capitano – è avvilente, ci passo tutti i giorni e per noi che abbiamo disputato mille partite là dentro è un tuffo al cuore. Però ci stanno lavorando e mi pare che il sindaco abbia preso a cuore la questione. Speriamo bene”.

Il desiderio di Beni è che si buttino giù tre quarti di impianto, mantenendo in vita la sola curva sud. Per il resto, la speranza è quella del mantenimento della destinazione sportiva: “In città mancano strutture sportive, lì un campo già c’è e ci si potrebbe allenare il settore giovanile. Venendo da Grottammare non si vedrebbe più un tappo ma una struttura aperta. Così com’era era davvero brutto”.

Immancabili i ricordi: “Il Ballarin ha dato lezioni di civiltà a tutta l’Italia. I giocatori entravano in campo passando in mezzo ai tifosi e non succedeva mai nulla. Per quelli della nostra generazione il Ballarin resta il Ballarin, ne siamo innamorati, ma non vogliamo passare per i protagonisti del libro Cuore. Chiediamo solo che venga riqualificato e che la destinazione rimanga sportiva, con un museo sotto la sud”.

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