Ballantini ‘chiama’ Conti: “Vorrei fare il giudice a Tale e Quale. Carlo lo sa”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mi piacerebbe fare il giurato a Tale e Quale, ne sarei capace, lo dico senza falsa modestia”. Parola di Dario Ballantini, uomo dai mille volti che da settembre tornerà a ‘Striscia la Notizia’ con le sue imitazioni.

“Non credo ci siano in giro altri che si truccano con la mia stessa attenzione ai particolari – spiega – quando imito sparisco, per altri colleghi non è così. Io appartengo alla scuola di Alighiero Noschese, la magia sta nell’annullarsi. In un programma del genere, dove il trucco conta molto, darei volentieri un parere. Carlo Conti lo sa. Inoltre, sarebbe bello lavorare con la Goggi, siamo amici, con lei c’è stata sempre una grossa intesa”.

Renzi, Salvini, Papa Francesco. Ballantini cavalcherà l’attualità, senza rinunciare alle new entry. “Ne parlerò con Ricci. Di sicuro non riproporrò Marino, è uscito di scena”. Stesso discorso per Virginia Raggi: “E’ difficile imitarla, ha lineamenti minuti. Raramente imito donne, l’ho fatto nel caso della Camusso, della Brambilla e della Cancellieri”.

Per il trasformista livornese San Benedetto è una tappa fissa. “Il mio agente Massimo Licinio è di qui. La mia truccatrice invece è di Martinsicuro”. E a proposito di trucco, l’artista racconta le metamorfosi più complicate: “Montezemolo e Gino Paoli mi rubavano molte ore. Anche l’imitazione di Vittorio Emanuele era complessa”.

Per Ballantini il rischio di saturazione non esiste: “Non entro con la mia faccia nel televisore, non vado incontro alla sovraesposizione. Il timore è stancare il pubblico, nel mio caso se un personaggio stanca, lo cambio e ne interpreto un altro. L’importante è non mostrare il vero volto”.

Altra regola è battere la strada, sempre. “Lo studio mi uccide, mi sento imbrigliato, amo lavorare in esterna. Amando l’improvvisazione sono più forte quando sono in giro”.