Caccia a Ripatransone, la Lega per l’Abolizione della Caccia: “Volpi in soprannumero? Una bufala. Parlano di salvaguardia e poi lasciano tonnellate di piombo nelle campagne”

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RIPATRANSONE – Continua a tenere banco la vicenda legata alla battuta di caccia alla volpe che si è tenuta lo scorso fine settimana a Ripatransone. Dopo le dichiarazioni degli organizzatori arrivano le riflessioni della sezione provinciale della Lega Abolizione della Caccia: “La caccia alla volpe, effettuata a Ripatransone per testare la bravura dei cani, è sicuramente un’attività legale – afferma Sabrina Simonetti, responsabile dell’associazione – ma, da sempre, ciò che è legale in un’epoca diventa vietato col progredire della sensibilità collettiva”.

La responsabile, dopo le polemiche che si sono sollevate negli ultimi giorni, spiega come sia “finalmente arrivato il momento per i politici di riflettere. La caccia non ha più motivo di esistere e continua ad essere consentita e difesa dalla maggior parte dei politici solo per il bacino di voti e l’indotto che sostiene. E la caccia alla volpe, in particolare, è finalizzata esclusivamente ad accontentare due sole categorie: i cacciatori e gli allevatori che vogliono risparmiare sui costi per idonee recinzioni. E’ inutile che i cacciatori continuino ad auto-attribuirsi una valenza sociale utilizzando impropriamente termini come salvaguardia dell’ambiente, controllo delle specie in soprannumero (ma rispetto a chi?), prevenzione dei danni all’agricoltura, controllo della rabbia silvestre (debellata – non risultano casi dal 2010)”.

“La volpe – continua Simonetti – non può essere mai in soprannumero per definizione stessa della sua ecologia, perché è un animale territoriale e ogni individuo occupa una certa area. Motivo per cui ucciderne una significa lasciare un’area libera che verrà presto occupata da un individuo dell’area limitrofa, innescando spostamenti a catena che portano proprio alla diffusione, invece che al controllo, di eventuali malattie, tanto che autorevoli studi consigliano a tal fine di non uccidere assolutamente le volpi”.

Alle volpi, invece, si può sparare tutto l’anno. “Lo si può fare – continua – solo perché sono competitori dei cacciatori: come scritto in quasi tutti i piani di abbattimento infatti, lo scopo vero è tutelare le specie di interesse gestionale, cioè le lepri e i fagiani rilasciati dai cacciatori a luglio (nella nostra provincia qualche migliaio l’anno) per essere impallinati a settembre. Tutte queste reimmissioni non squilibrano l’ecosistema? Questi altri effetti della caccia: recenti elaborazioni, ricavate proprio dai dati rilasciati dalla Regione Marche, portano a stimare che gli esemplari di fauna selvatica uccisi ad ogni singola stagione venatoria sono circa un milione, il rilascio di piombo sul territorio si attesta su quantitativi di circa 60 tonnellate all’anno solo sul nostro territorio regionale. Allora chi squilibra veramente l’ambiente?”.

Dalla sezione provinciale della Lac spiegano inoltre che la volpe come tutti gli animali, e i predatori in particolare, sia fondamentale per il mantenimento dell’ecosistema. “Molti studi celebri hanno ormai dimostrato che la volpe è onnivora – continua la responsabile – ed apporta un utile contributo nel mantenimento degli equilibri di altre specie come topi, arvicole, risultando così di beneficio per l’agricoltura; si nutre anche di insetti, nutrie e di vegetali, e svolge il fondamentale ruolo di “spazzino”. E non dimentichiamo che i censimenti che decretano sempre il numero di volpi superiore a quello gradito (dai cacciatori) sono effettuati dai cacciatori, che volontariamente aiutano la provincia, e che poi sono gli stessi che partecipano ai piani di abbattimento. Tutto legale, certo, ma a noi non sembra affatto normale”.

Infine dell’associazione intervengono sulle dichiarazioni del responsabile dell’organizzazione della caccia alla volpe che ha affermato di aver ricevuto minacce. “Democratico e legittimo – continua Simonetti – è manifestare civilmente il proprio pensiero nei confronti di chi decide di supportare pubblicamente simili attività e ci dissociamo categoricamente dalle presunte minacce telefoniche ricevute da un organizzatore: ci auguriamo che gli inquirenti scoprano i responsabili, verso i quali anche noi procederemo per vie legali nel caso abbiano usato il nostro nome, perché è nostra natura non augurare la morte a nessuno ma soltanto la vita agli animali”.

Per chi volesse informarsi su normativa, biologia ed ecosistema della volpe è possibile visitare QUESTA PAGINA WEB.


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