giovedì 26 Maggio 2022 – Aggiornato alle 19:43

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La ricorrenza

Quando l’unico veterinario era Sant’Antonio. ‘Pozza i bbè’ fa rivivere i tempi della questua

Ogni anno i gruppi di questua escono per le vie della città e per le contrade a portare il tradizionale canto dedicato al Santo
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

“Oggi è Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali. Una ricorrenza molto sentita in tutto il Piceno. Quando non c’erano soldi e non c’erano veterinari, si riteneva che il Santo fosse l’unico che potesse salvare gli animali della stalla”. L’aneddoto viene ricordato da Marco Pietrzela, membro del Comitato tecnico dei dialetti marchigiani “Alla vigilia – prosegue Pietrzela – i gruppi di questua escono per le vie della città e per le contrade a portare il tradizionale canto dedicato al Santo, “lu nemiche de lu demonie”. Nel canto viene riproposto il duello tra Sant’Antonio (il bene) e il diavolo (il male). Un concetto antichissimo che risale alla notte dei tempi. Molto divertenti le strofe in cui il Santo sopporta con pazienza i dispetti del demonio salvo poi arrabbiarsi di brutto e scacciare alla fine il fastidioso molestatore. Tutti danno ospitalità ai cantori questuanti e offrono loro da bere o qualcosa da mangiare. Quando ci sono di mezzo la stalla e gli animali della fattoria non si scherza. Anche quest’anno, nonostante tutto, il gruppo di questua “Pozza i Bbè” ha onorato la tradizione; negozianti e ristoratori ascolani sono stati come sempre disponibili e generosi. Il suono degli organetti, dei tamburelli e delle chitarre ha echeggiato per le vie del centro storico tra le preziosità del mercatino dell’antiquariato ed il travertino. E mentre la notte avanza, l’allegria dei cantori e dei musicisti ci ricorda che, dopo tutto, anche oggi, per essere felici basta poco”.

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