domenica 29 Maggio 2022 – Aggiornato alle 01:07

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Nel Piceno si vive di più. La Provincia di Ascoli si conferma tra le aree più longeve d’Italia: ecco i dati

La speranza di vita alla nascita è più alta rispetto al resto della Regione e al dato nazionale. Dati di Univpm e Fondazione Carisap
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ASCOLI PICENO

L’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione all’Area Strategia, ricerca e pianificazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, ha elaborato il quadro del contesto socio territoriale del Piceno. Lo studio completo sarà pubblicato nella sezione del Bilancio sociale della Fondazione, in fase di elaborazione. La diffusione della pandemia da Covid-19 e il forte aumento del rischio di mortalità ad essa connesso ha inciso in misura rilevante sulla crescita della speranza di vita alla nascita, che aveva caratterizzato il trend nazionale fino al 2019. Nel 2020 l’indicatore, a livello nazionale, si attesta a 82 anni contro gli 83,2 del 2019 (pari ad una contrazione di 1,2 anni). Nello stesso biennio la speranza di vita si è ridotta anche nella provincia di Ascoli, ma in misura meno marcata attestandosi a 83,3 anni contro gli 84,1 anni del 2019 (-0,8). Il territorio provinciale si conferma pertanto tra le aree longeve d’Italia, sia nel confronto con la media regionale, che nazionale; si può ipotizzare che ciò sia il risultato di una qualità della vita ancora complessivamente buona, che incide positivamente sulla longevità dei residenti.

L’indicatore di mortalità evitabile si riferisce ai decessi delle persone sotto i 75 anni che potrebbero essere significativamente ridotti grazie ad interventi per migliorare adeguatezza e accessibilità dell’assistenza sanitaria, alla diffusione di stili di vita più sani e alla riduzione di fattori di rischio ambientali. In Italia il tasso di mortalità evitabile è pari a 17 decessi ogni 10 mila residenti; il dato della regione Marche è migliore (14,9), mentre la provincia di Ascoli con 16,6 decessi è più vicina alla media nazionale, segnalando che l’area potrebbero giovare maggiormente di interventi più efficaci in termini di prevenzione primaria e secondaria.

Un dato positivo si registra in relazione alla mortalità infantile, che nella provincia di Ascoli si verifica con una frequenza dimezzata rispetto alla media nazionale (1,5 contro 2,9).

La mortalità associata a malattie tumorali è invece più elevata nell’ascolano (9,0), sia rispetto al dato nazionale (8,5), che regionale (8,1). Peggiore rispetto alla media è anche il parametro sulla mortalità causata da demenze e malattie del sistema nervoso, con un valore più elevato di cinque punti rispetto alla media nazionale.

SALUTE Ascoli Marche Italia
Speranza di vita alla nascita – numero medio di anni – 2020 83,3 82,9 82,0
Mortalità evitabile (0-74 anni) – tasso ogni 10.000 residenti – 2018 16,6 14,9 17,0
Mortalità infantile – ogni 1.000 nati vivi – 2018  1,5 1,7 2,9
Mortalità per tumore (20-64 anni) – tasso ogni 10.000 residenti – 2018 9,0 8,1 8,5
Mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso (65 anni e più) – tasso ogni 10.000 residenti – 2018 38,3 36,5 33,3

Fonte: elaborazione Fondazione Carisap su Dati Istat su Istat

Numero medio di anni che un bambino che nasce in un certo anno di calendario può aspettarsi di vivere. Fonte: Istat

Decessi di persone di 0-74 anni la cui causa di morte è identificata come trattabile (gran parte dei decessi per tale causa potrebbe essere evitata grazie a un’assistenza sanitaria tempestiva ed efficace, che include la prevenzione secondaria e i trattamenti) o prevenibile (gran parte dei decessi per tale causa potrebbe essere evitata con efficaci interventi di prevenzione primaria e di salute pubblica). Fonte: Istat

Decessi nel primo anno di vita ogni 1.000 nati vivi residenti. Fonte: Istat

Tassi di mortalità per tumori (causa iniziale) standardizzati con la popolazione europea al 2013 all’interno della classe di età 20-64 anni, ogni 10.000 residenti. Fonte: Istat

Tassi di mortalità per malattie del sistema nervoso e disturbi psichici e comportamentali (causa iniziale) standardizzati con la popolazione europea al 2013 all’interno della classe di età 65 anni e più, ogni 10.000 residenti. Fonte: Istat

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