Rifiuti in strada a Monteprandone, Loggi incontra Picenambiente e annuncia: “Telecamere contro gli incivili”

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MONTEPRANDONE – Il sindaco Sergio Loggi e l’assessore Fernando Gabrielli hanno incontrato i vertici della Picenambiente, l’amministratore delegato Leonardo Collina e il Consigliere d’Amministrazione Romano Speca, in seguito alle numerose segnalazioni sui rifiuti abbandonati in strada in vaire zone di Monteprandone e di Centobuchi.

“L’Amministrazione comunale – spiega il primo cittadino – ha chiesto a Picenambiente di potenziare il servizio di raccolta dei rifiuti in particolare per quelle zone ove si ripete con una frequenza costante l’abbandono fuori orario di sacchi o di materiale ingombrante. Per questo servizio, ricordo, è attivo il ritiro a domicilio gratuito programmato con obbligo di prenotazione da effettuarsi telefonicamente chiamando l’Ufficio Ambiente del Comune al numero 0735.710927 oppure recandosi il sabato mattina direttamente alla Ricicleria Comunale in via dell’Industria. Abbandonare rifiuti in strada è un’azione deplorevole e non più ammissibile. Oltre a controlli più serrati, nelle prossime settimane riattiveremo anche le telecamere mobili in zone critiche e lì la tolleranza sarà pari a zero”.

Nell’incontro è stato chiesto a Picenambiente anche un monitoraggio più attento e capillare della gestione del servizio su tutto il territorio, in particolare la sostituzione di bidoni stradali vecchi o rovinati e di mastelli inavvertitamente rotti in fase di ritiro. “Da parte dell’Amministrazione comunale proseguirà l’opera di informazione sulle modalità di conferimento dei rifiuti e continueremo a raccogliere segnalazioni della cittadinanza sia tramite l’EcoSportello presente al piano terra della Delegazione comunale di Centobuchi e aperto tutti i venerdì dalle 10 alle 13, sia attraverso forme di sensibilizzazione della popolazione.
Reputiamo, infatti, indispensabile il “passaparola” strumento che i cittadini responsabili di Centobuchi e Monteprandone possono utilizzare per contagiare positivamente quanti sono ancora riluttanti nel compiere un gesto di civiltà, quello di differenziare”.


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