Monteprandone, torna il progetto “Pappa Fish”. Pesce fresco nelle mense scolastiche

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MONTEPRANDONE – Una campagna educativa che si propone di portare il pesce fresco locale – pescato a chilometro zero o allevato nel territorio regionale – nei menu delle mense scolastiche: torna per il 5° anno il progetto “Pappa Fish. Mangia bene, cresci sano come un pesce”, il quale per l’anno scolastico in corso sarà esteso a tutte le classi dell’Istituto Comprensivo di Monteprandone. L’iniziativa, presentata questa mattina alla stampa, è promossa dalla Regione Marche e finanziata al 70% con fondi Statali, Regionali ed Europei FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca), cui si unisce lo stanziamento del Comune di Monteprandone: alici, suri, moli, sgombri, vongole, pannocchie e totani – ma anche specie d’allevamento come la trota salmonatafiniranno quindi sulle tavole degli alunni a seconda della disponibilità, senza comportare un aumento del prezzo prestabilito, per un massimo di 3,50 € a pasto.

Grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione e la Vivenda SpA., azienda che gestisce le mense dei plessi di Colle Gioioso e Benedetto Croce, il progetto Pappa Fish presenterà diverse novità, le quali terranno conto anche delle differenti esigenze alimentari dettate da fattori allergici, patologie e credo religiosi, privilegiando al contempo una produzione derivata da agricoltura biologica, filiera corta e sostenibilità ambientale ed economica. «Da oltre 40 anni operiamo nella ristorazione collettiva, e da un punto di vista umano e professionale abbiamo iniziato nel migliore dei modi la collaborazione con il servizio scolastico di Monteprandone» – spiega il direttore di filiale Abruzzo-Marche-Romagna di Vivenda SpA, Vincenzo Bottone – «Vogliamo offrire una qualità dei prodotti vicina all’eccellenza, e per diminuire l’impatto ambientale consegneremo i pasti per mezzo di un furgone totalmente elettrico, a emissioni zero. Organizzeremo inoltre, insieme al Comune, corsi didattici rivolti a genitori, alunni e insegnanti, al fine di educarli ad una corretta alimentazione da adottare sia a scuola che a casa: porteremo i bambini anche in cucina, per insegnare loro ad entrare in contatto fisico con il cibo e incentivarli a mangiare meglio. Purtroppo molti genitori continuano a non pagare i pasti ai propri figli, facendo “arrabbiare” le famiglie virtuose e creando difficoltà economiche (mancano 8500 € soltanto dal 7 gennaio ad oggi): per questo abbiamo attivato, in collaborazione con Planet School, un servizio di alert via sms per i pasti non pagati. Non mi riferisco alle famiglie a basso reddito ISEE, le quali sono esentate dal pagamento o comunque sono agevolate, ma ai genitori che possono permetterselo e che creano comunque un disagio alla collettività. Per promuovere la nostra iniziativa abbiamo creato il sito internet www.buonappetitobimbi.it, attraverso il quale ogni genitore potrà vedere cosa mangia il figlio ed entrare in contatto con un dietista, a disposizione online per chiarire ogni dubbio».

«Il progetto Pappa Fish non si limiterà alla somministrazione del pesce fresco locale nelle mense, ma si svilupperà anche a scuola con un percorso di sensibilizzazione, svolto con la preziosa collaborazione dei docenti e grazie al personale qualificato del Centro CEA “Ambiente e Mare”» – continua la Responsabile del Progetto, Biologa Nutrizionista Dott.ssa Barbara Zambuchini di Partners In Service Srl. – «Il menu, basato prevalentemente sul pesce azzurro, è stato strutturato in collaborazione con l’ASUR: il Progetto ha ottenuto anche il Patrocinio della Fondazione Umberto Veronesi, da sempre impegnata nella divulgazione di un corretto stile di vita a tavola fin dall’infanzia. Esso comprenderà anche alcune attività educative per i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria, attraverso vari supporti: è in programma anche un Pappa Fish Day, evento in collaborazione con Legambiente che introdurrà un discorso ambientale di grande importanza attraverso il gioco».

Durante la conferenza è intervenuta anche l’Assessore all’Istruzione Daniela Morelli, entusiasta dell’iniziativa nonostante le difficoltà incontrate nel corso degli anni: «La mensa è un servizio molto importante, che ha le sue peculiarità: con il progetto “Bambini Centenari” abbiamo stravolto il menu, collaborando con aziende, insegnanti e famiglie. La Commissione Mensa ha fatto da mediatore tra Comune e genitori, i quali hanno spesso protestato per l’abolizione di piatti come la carne rossa, le lasagne o il prosciutto: abbiamo superato le incomprensioni con le famiglie, spiegando l’importanza nutrizionale dei nuovi alimenti introdotti, e sono sicura che anche quest’anno riusciremo a realizzare i nostri propositi educativi, ribadendo la necessità di una sana nutrizione».


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