Cna Picena: “Settore artistico in crisi. Cali di fatturato in calo con punte dell’80 per cento”

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Allarme della Cna di Ascoli per il settore artistico e tradizionale del Piceno. Nel 2020 si sono registrati cali di fatturato medio del 50 per cento con punte dell’80 per le produzioni tipiche più direttamente legate ai flussi turistici. “La maggioranza delle nostre imprese lamenta riduzioni di fatturato che in molti casi rischiano di mettere a repentaglio la loro sopravvivenza – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – e a questo si aggiunge il fatto che, contrariamente ad altri settori come la filiera del commercio, il turismo e la ristorazione, quello dell’artigianato artistico è stato quasi completamente escluso dal sistema dei ristori. Per questo come Cna rilanciamo con forza l’appello affinché i ristori siano dati per filiere e categorie e non solo per codici Ateco”.

Un’indagine Cna su un campione di Associati del territorio rileva che 2 aziende su 3 del settore non trova beneficio, per la peculiarità delle proprie produzioni, nell’e-commerce. Ma non per tutti è così. “Nel 2020 l’online ha sostenuto la mia impresa – commenta Giuseppe Coccia, portavoce per la Cna Picena del settore orafo – ma il contatto diretto con le persone che vedono le nostre lavorazioni non è sostituibile da questi sia pur utili e necessari strumenti tecnologici”. Valutazione a cui fa eco Pietro Angelini: “Un laboratorio come il mio, di nicchia di produzioni specifiche e uniche, stenta a poter inserirsi nel commercio online. Per farlo sarebbe necessario avere un campionario vasto e più pezzi in produzione. Questo, considerando anche il costo delle materie prime che per noi orafi resta alto – non possono farlo tutti. Un investimento al buio che per tanti piccoli laboratori è insostenibile”.

I ristori subito, quindi, come ribadisce Augusta Schinchirimini, ceramista di San Benedetto del Tronto: “Un sostegno per le spese correnti, la sospensione di tributi e oneri. Così possiamo provare ad andare avanti sperando che presto, più che mai in una città turistica come quella in cui vivo e lavoro io, tornino in presenza visitatori, turisti e appassionati d’arte e di artigianato di qualità”.


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